Nel suo denso testo Alessandra Pantano si propone di andare al cuore della fenomenologia asoggettiva di Jan Patočka prendendone in considerazione le riflessioni dalla fine degli anni Cinquanta in poi. Il rapporto tra l’apparire e la soggettività è il filo conduttore dell’intera opera del filosofo ceco al quale l’autrice si richiama scandendo il suo lavoro in sei capitoli tematici.
Punto di partenza della proposta teoretica di Patočka è la ripresa critica del concetto di epoché husserliano.
