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lunedì 24 marzo 2014

Orilia, Francesco, Filosofia del tempo: Il dibattito contemporaneo

Roma, Carocci, 2012, pp. 150, euro 16, ISBN 978-88-430-6635-3

Recensione di Fausto Carcassi - 09/11/2013

Il libro di Francesco Orilia, Filosofia del Tempo, si presenta come una introduzione parziale al dibattito contemporaneo sulla filosofia analitica del tempo. Parziale perché, seguendo la distinzione che l’autore fa nella prefazione (p. 11), il volume tratta della filosofia a priori del tempo, concettuale, in opposizione a un confronto a posteriori con la fisica. Di questo secondo aspetto se ne dovrà occupare un altro volume (scritto da Mario Dorato, in stampa), che in origine era stato pianificato come un tutt’uno con

mercoledì 19 marzo 2014

Dorato, Mauro, Che cos’è il tempo? Einstein,Gödel e l’esperienza comune

Roma, Carocci, 2013, pp. 138, euro 12, ISBN 978-88-430-6696-4. 

Recensione di Deborah Sanaz Conti - 21/01/2014

Mauro Dorato sostiene che uno dei problemi principali in filosofia della scienza sia di chiarire il rapporto tra l’immagine manifesta e l’immagine scientifica del mondo.
L’autore cerca di dare il proprio contributo alla soluzione di tale problema concentrandosi sulla discrasia che esiste tra le caratteristiche che ha il tempo nell’esperienza umana e le caratteristiche del tempo che seguono dalla teoria della relatività. 
Per riuscire in tale confronto esemplifica, in tre punti, 

giovedì 13 dicembre 2012

Bergson, Henri, L’evoluzione creatrice

a cura di Marinella Acerra, Milano, BUR, 2012, pp. 387, euro 11,90, ISBN 9788817054959

Recensione di Carlo Scognamiglio - 08/06/2012

L’evoluzione creatrice viene pubblicata per la prima volta nel 1907, quando Bergson è ormai persuaso della necessità di replicare al positivismo non solo negando all'intelligenza scientifica la capacità di cogliere il senso del tempo, e cioè di spiegare la vita interiore, ma lasciando esplodere la critica nella direzione di una divaricazione radicale tra conoscenza scientifica e intuizione vitalistica. La conseguenza di questo lavoro è profonda: la scienza, per sua stessa natura, è funzionale, ma del tutto inadeguata a comprendere la natura, che non è statica, ma vitale.

lunedì 6 febbraio 2012

Santoro, Livio, Una fenomenologia dell’assenza. Studio su Borges

Salerno, Arcoiris, 2011, pp. VII-143, euro 12, ISBN 978-88-96583-29-6. Con un prologo di Blas Matamoro

Recensione di Daniele Petrella - 21/12/2011

Le riflessioni di Livio Santoro sulle implicazioni filosofiche dell’opera di Borges hanno il pregio di inscriverne il portato nel quadro della più ampia presa di congedo – che informa larga parte della filosofia del Novecento – dalla centralità accordata alla soggettività da Descartes all’alba della modernità. Se la filosofia di Hegel può essere considerata come il vertice speculativo del ruolo fondante accreditato alla soggettività, l’opera letteraria di Borges rappresenta una profonda e radicale problematizzazione del primato “ontologico” assunto in generale dalla soggettività nella modernità.