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mercoledì 11 novembre 2015

Agamben, Giorgio, Gusto

Macerata, Quodlibet, 2015, pp. 63, euro 10, ISBN 978-88-7462-722-6

Recensione di Diego D’Angelo – 29/05/2015

L'editore Quodlibet ripubblica ad oltre trentacinque anni di distanza uno dei primi saggi di Giorgio Agamben, la voce “Gusto” originariamente uscita per “L'enciclopedia Einaudi” nel 1979. Si tratta di uno scritto breve – nell'edizione originale una trentina di pagine – e d'occasione, che per la nuova pubblicazione non ha subito modifiche ma viene riproposto nella sua veste originale. Ciò non toglie che il testo risulti interessante per almeno due ordini di motivi: da un lato, infatti, esso mostra in nuce quei temi che verranno ripresi e

venerdì 20 marzo 2015

Matteucci, Giovanni, L’artificio estetico. Moda e bello naturale in Simmel e Adorno

Milano-Udine, Mimesis, 2012, pp. 182, euro 16, ISBN 978-88-5751-408-6

Recensione di Alessandro Bruzzone - 19/04/2013

Dalla sua fondazione settecentesca ad oggi, l’estetica ha espresso una problematicità oltremodo ricca e stimolante. Nomen omen, il sostantivo che la designa, insieme paleonimia (un nome antico per qualcosa di nuovo) e neologismo, ha da subito sintetizzato un orizzonte ampio, debitore di maestri antichi ed insieme proiettato in un futuro indefinito, i cui oggetti d’indagine – naturali e artificiali senza soluzioni di continuità nette – sono caratterizzati da fluttuazioni metafisiche ed esistenziali tanto meravigliose quanto necessarie.

lunedì 27 ottobre 2014

Rella, Franco, Forme del sapere. L’eros, la morte, la violenza

Milano, Bompiani, 2014, pp. 205, Euro 20, ISBN 978-88-452-7684-2

Recensione di Tiziana Gabrielli - 04/09/2014

In un’epoca in cui sembra prevalere la tentazione del “neutro”, il volume di Rella costituisce invece un importante invito a una riflessione sul compito del pensiero e sulle sue radici e implicazioni etico-politiche. Sulle orme di Adorno e Foucault, infatti, l’autore richiama la necessità di un “lavoro critico del pensiero su se stesso” (pp. 40 e 186), di un pensare altrimenti (l’Andersdenken di Musil, su cui si era soffermato in uno dei suoi primi libri, Miti e figure 

venerdì 9 maggio 2014

Angelucci, Daniela, Filosofia del cinema

Roma, Carocci, 2013, pp. 186, euro 15, ISBN 978-88-430-7000-8

Recensione di Alessandro Bruzzone - 07/01/2014

Il cinema è una tra le poche forme d’arte di cui, per via delle recenti origini, possiamo conoscere tutta la storia. Un aspetto molto interessante di questa storia è proprio l’insieme delle riflessioni teoriche che hanno permesso al cinema di guadagnarsi tale status, quello cioè di «arte»: il cinematografo, infatti, nato alla fine dell’Ottocento come meraviglia della tecnica e dell’intrattenimento, per molto tempo è stato avversato dalla cultura «ufficiale» poiché mezzo meccanico, incapace in quanto tale

mercoledì 16 aprile 2014

Ferraris, Maurizio, Lasciar tracce: documentalità e architettura

A cura di Federica Visconti e Renato Capozzi Milano-Udine, Mimesis, 2012, pp. 93, euro 10, ISBN 978-88-5750-990-7.

Recensione di Giuseppe Malafronte – 03/10/2013

Il testo di Maurizio. Ferraris pone al centro la discussione sull’architettura, l’arte che per antonomasia è più legata a ciò che egli definisce “documentalità”, cioè la necessità, puramente umana, di lasciar tracce. Il libro raccoglie la Lectio Magistralis tenutati a Napoli il 19 gennaio 2011 nella Facoltà di Architettura dell’Università Federico II. La scelta dei curatori è stata quella di pubblicare la relazione nella sua forma puramente discorsiva, lasciando spazio, anche nel testo, agli interventi e alle domande ma, soprattutto, non snaturando il discorso tenuto dal professore torinese.

mercoledì 5 marzo 2014

Heller-Roazen, Daniel, Il tatto interno. Archeologia di una sensazione

Quodlibet, Macerata, 2013, pp. 368, euro 26, ISBN 978-88-7462-461-4

Recensione di Gianmaria Merenda - 15/06/2013

“La res cogitans della modernità nasconde un passato che dev’essere ancora scoperto, un passato nel quale i rapporti fra cogitazione e percezione, fra pensare e sentire, non erano ciò che sarebbero diventati; un passato nel quale la sensazione, il potere primario dell’essere tattile, deteneva le chiavi della vita di tutti gli animali, ivi incluso quel bipede che avrebbe sollevato se stesso al di sopra delle bestie intorno a lui” (p. 33).
Attorno a questo nucleo teoretico si muove la ricerca di Daniel Heller-Roazen sul senso interno,

lunedì 27 gennaio 2014

Gurisatti, Giovanni, Scacco alla realtà. Estetica e dialettica della derealizzazione mediatica

Macerata, Quodlibet, 2012, pp. 352, euro 24, ISBN 9788874624782

Recensione di Gianmaria Merenda - 14/02/2013

L’intento di Giovanni Gurisatti è chiaramente espresso fin dalle primissime pagine del saggio: “far sì che un’‘idea’ in sé invisibile, com’è quella della derealizzazione mediatica - il cui appellativo già ne denuncia l’ambiguità fantasmatica - possa diventare maggiormente intuitiva non tentando di afferrarla tramite un theorein concettuale, ma cogliendola per cosí dire espressa e resa percettibile in alcuni nomi del pensiero del Novecento - Benjamin, Adorno, Anders, Debord, Baudrillard, Vattimo -, in alcune figure chiave - 

mercoledì 4 dicembre 2013

Vercellone, Federico, Dopo la morte dell’arte

Bologna, Il Mulino, 2013, pp. 164, euro 16, ISBN 978-88-15-24426-0

Recensione di Alessandro Bruzzone - 17/08/2013

Nata nel Settecento con Baumgarten, che riprendendo temi leibniziani la formulò come riflessione filosofica sul sensibile, l’estetica si è sviluppata declinandosi secondo varie e numerose prospettive. Nell’Ottocento Hegel l’ha plasmata come filosofia dell’arte (nel senso più preciso di filosofia della storia dell’arte, cfr. le Lezioni di estetica), preferendo cioè come suo peculiare oggetto di studio la dimensione dell’artificiale a quella del naturale. Una scelta, quella operata dal maestro dell’idealismo tedesco, che doveva essere influente: 

sabato 7 settembre 2013

Angelucci, Daniela, Deleuze e i concetti del cinema

Macerata, Quodlibet, 2012, pp. 143, euro 18, ISBN 978-88-7462-474-4. 

Recensione di Pietro Camarda – 14/01/2012

Il testo mette in relazione, secondo un percorso tematico imperniato sul rapporto cinema-filosofia, l’esposizione  delle idee filosofiche di Deleuze e la sua personale riflessione sul cinema, in grado di intrecciare una relazione inscindibile, una “coincidenza tra arte cinematografica e filosofia” (p. 7). Si viene così ad instaurare un rapporto di stretta parentela tra le due pratiche: la pratica cinematografica viene intesa come creazione di immagini, la filosofia corrisponde ad un’invenzione di concetti.

lunedì 18 marzo 2013

Caputo, Annalisa, Bracco, Michele (a cura di), Nietzsche e la poesia

Bari, Stilo, 2012, pp. 223, euro 20, ISBN 978-88-6479-059-6

Recensione di Giacomo Borbone - 04/10/2012

Il volume collettaneo che qui presentiamo, curato da Annalisa Caputo (ricercatrice presso la cattedra di Ermeneutica filosofica del Dipartimento di Filosofia, Letteratura, Storia e Scienze sociali dell’Università degli Studi di Bari) e da Michele Bracco (docente di ruolo di Filosofia e Storia nel liceo classico e linguistico “C. Sylos” di Bitonto), affronta un tema molto presente all’interno degli studi sul pensiero di Friedrich Nietzsche, ossia il rapporto tra il filosofo tedesco e la poesia. I contributi presenti nel volume, tuttavia, non si limitano a prendere in esame il mero intreccio tra estetica e filosofia nietzschiana 

lunedì 8 ottobre 2012

Char, René, Ricerca della base e della vetta

Gremizzi, Ilaria, Palazzo, Sandro (a cura di), Milano-Udine, Mimesis, 2011, pp. 148, Euro 16, ISBN 978-88-5750-737-8.

Recensione di Tiziana Gabrielli - 30/04/2012

«Amo l’uomo incerto dei suoi fini, / come l’albero da frutto in aprile» (René Char). Così recita l’esergo alla prefazione, curata da Ilaria Gremizzi, del volume Ricerca della base e della vetta, tradotto per prima volta in lingua italiana dalla stessa Gremizzi e Sandro Palazzo per le edizioni Mimesis. La traduzione italiana presentata è una “versione ancora interrotta”, come tiene a sottolineare Palazzo, in quanto segnata dalla prematura scomparsa di Haydée Charbagi, a cui erano state sottoposte in lettura e revisione le bozze della traduzione, e alla cui memoria è dedicato il testo (Nota sulla presente traduzione, p. 18).

lunedì 7 maggio 2012

Saint Girons, Baldine, L’atto estetico. Un saggio in cinquanta questioni

Modena, Mucchi, 2010, pp. 189, 15 euro [L’acte esthétique. Cinq réels, cinq risques de se perdre. Paris, 50 Questions Klincksieck, 2008]

Recensione di Gianni Zen - 30/12/2011

Al lettore italiano sembra forse un po’ bizzarro il fatto di articolare un saggio in cinquanta questioni. In realtà questa struttura è propria della collana 50 questions edita da Klincksieck, presso cui il saggio di Saint Girons è apparso in francese nel 2008. Lo scopo della collana è quello di rendere accessibile e compendiabile un dato argomento riguardante arte o letteratura.
Non è tuttavia esatto pensare che, il libro di Saint Girons, essendo un compendio sull’atto estetico, sia un libro facile. Almeno per due motivi: 

martedì 24 aprile 2012

Margolis, Joseph, Ma allora, che cos’è un’opera d’arte?

Milano, Mimesis , 2011, pp. 177, euro 16, ISBN 978-88-5750-259-5

Recensione di Alfonso Ottobre - 15/02/2012

La pubblicazione in italiano di questa raccolta di saggi di Joseph Margolis,  filosofo statunitense classe 1924, poco conosciuto in Italia, ma ben noto e stimato al di fuori della nostra penisola, dovrebbe essere innanzitutto accolta come un doveroso, seppur tardivo, riconoscimento dell’importanza di un autore che da circa mezzo secolo partecipa attivamente al dibattito filosofico, influenzandone spesso l’orientamento, soprattutto nell’ambito dell’estetica e della filosofia dell’arte. 


lunedì 23 gennaio 2012

Perullo, Nicola, La Scena del senso. A partire da Wittgenstein e Derrida

Pisa, Edizioni ETS, 2011, pp. 209, euro 18, ISBN 978-8844672961-3

Recensione di Aurosa Alison – 22-07-2011 

Mettere in scena la realtà, contestualizzare la prospettiva realista nell’esperienza: è ciò che Perullo concretizza, tessendo una tela di significato attraverso la percezione, il linguaggio e il pensiero. La Scena del Senso, composto da sei saggi, ripercorre il senso e il mondo comune attraversando quattro ambiti tematici e con l’aiuto di personaggi d’eccezione quali, Ludwig Wittgenstein, Jacques Derrida, Giambattista Vico e Wilfrid Sellars. Partendo dal senso primordiale del significato come fisionomia, continuando con l’esperienza e seguendo regole auto-produttive, 

lunedì 5 dicembre 2011

Antonello, Giuliano, Prospettiva Deleuze. Filosofia, arte, politica

Verona, Ombre Corte, 2011, pp. 196, euro 19, ISBN 978-8895366-85-2

Recensione di Luca M. Possati - 29/7/2011

Il rapporto con la storia della filosofia è un tratto dominante dell'opera di Gilles Deleuze. Nel confronto appassionato con i maggiori filosofi del passato l'autore di Differenza e ripetizione forgia una nuova immagine del pensiero: l'incontro come estraneità provocatoria, definitivo superamento del platonismo e apertura alla creatività della differenza. Questa rivoluzione è il nodo essenziale della Prospettiva Deleuze oggetto del libro di Antonello.

venerdì 11 novembre 2011

Scruton, Roger, La bellezza. Ragione ed esperienza estetica

Milano, Vita & Pensiero, 2011, pag.183, euro 16,  ISBN 8834319192
Recensione di Leonardo Caffo – 29/07/2011

Che rapporto esiste tra la bellezza, come concetto eterno e senza tempo, e la realtà che si dipana entro lo scorrere della nostra vita quotidiana? Platone, Burke, Kant, Croce e molti altri pensatori, più o meno recenti, hanno dedicato molte delle loro riflessioni al bello, e al ruolo che l’estetica ricopre nell’interpretazione del mondo. Roger Scruton, definito dal New Yorker come «il più influente filosofo al mondo», probabilmente con un pizzico di esagerazione,


venerdì 9 settembre 2011

Griffero, Tonino, Atmosferologia. Estetica degli spazi emozionali

Roma-Bari, Laterza, 2010, pp. 181, euro 19,00, ISBN 978-88-420-9392-3

Recensione di Davide Sisto – 21/03/2011 

Se è vero che “i filosofi hanno finora solo diversamente interpretato il mondo, si tratta ora di percepirlo. Anche atmosfericamente” (p. 13). Ma per percepire il mondo anche atmosfericamente è necessario, volens nolens, non eludere quella “vaghezza metafisica o de re” (p. 10) che, nel contraddistinguere l’entità-atmosfera, suona solitamente sinistra all’ontologia tradizionale e, in linea generale, a un pensiero filosofico di natura prettamente dimostrativa.