Chiare e precise sono le parole affidate all’Editoriale: «La nostra ambizione dichiarata è quella di attribuire a “Paradosso” il compito precipuo di concorrere a riabilitare il pensiero, contro ogni liquidazione sommaria, e in controtendenza rispetto alle stucchevoli diagnosi sulla già avvenuta (o in corso) morte della filosofia» (p. 7)[a].
L’intento dichiarato in termini assai espliciti e combattivi dai direttori di “Paradosso”, è quello di porre unargine[b], di resistere con tutte le forze ma anche di contrattaccare quella deriva culturale a cui sta andando incontro,

