Recensione di Rossella Mascolo
Inizio dalle note il mio viaggio fra le pagine di un testo per me già accattivante sin dal titolo. L'“autopoietico”, che qui è dell'animale, per la sua stessa singolarità, non può non riportare immediatamente, come poi farà l’autrice, al pensiero di Humberto Maturana e Francisco Varela, ai quali si deve la coraggiosa proposta di uno stravolgimento del modo di guardare alla biologia, alla scienza e alla conoscenza, ma non solo. La loro, negli anni settanta del Novecento, è stata una proposta radicale secondo la quale il vivere, l'agire e il conoscere di un essere vivente si mostrano, costruendosi nell'evolversi del tempo di ognuno.
