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giovedì 5 febbraio 2015

Marconi, Diego, Il mestiere di pensare

Torino, Einaudi, 2014, pp. 160, euro 10, ISBN 978-88-06-21637-5

Recensione di Alessandro Bruzzone - 27/05/2014

La figura del filosofo, mitizzata o vilipesa che sia, non riesce a scrollarsi di dosso l’aura del «Grande Filosofo» capace di affrontare qualsiasi problema, attraverso dichiarazioni che sfidano più o meno apertamente le credenze comuni. Tale immagine, evidentemente lontana dalla realtà della filosofia contemporanea, è oggi sostenuta e divulgata da media come la televisione; che, con le glorie della filosofia che fu, ha obiettivamente poco da spartire. Ma non si può ridurre il problema a un puro caso di distorsione divulgativa se, come

mercoledì 18 dicembre 2013

Esposito, Roberto, Due. La macchina della teologia politica e il posto del pensiero

Torino, Einaudi 2013, pp. 233, Euro 21, ISBN: 978-88-06-21111-0.

Recensione di Diego D’Angelo - 18/09/2013

Roberto Esposito fa parte di quel piccolo gruppo di filosofi italiani che possono vantare un riconoscimento internazionale sia dal punto di vista della diffusione a stampa delle opere sia da quello dell'influsso teoretico esercitato. In particolare all'interno della riflessione dedicata alla filosofia politica, Esposito rappresenta un caso più unico che raro, essendosi fatto strada nel dibattito contemporaneo con opere di caratura indiscussa, in cui all'estrema padronanza della storia del pensiero e del diritto 

lunedì 10 giugno 2013

Harris, Sam, Il paesaggio morale. Come la scienza determina i valori umani

Torino, Einaudi, 2011, pp. 368, euro 19,50, ISBN 9788806210724

Recensione di Paolo Calabrò - maggio 2013

Nonostante la corposità della Bibliografia e dell’apparato critico e l’apparente autorevolezza dell’autore, va purtroppo classificato come deludente l’ultimo libro di Sam Harris, Il paesaggio morale (Einaudi).
La sua indagine, condotta su un terreno prevalentemente neuroscientifico, investe il rapporto tra la morale, la scienza e la religione. Ne sintetizzo il percorso: l’uomo adotta una morale per garantirsi la maggior felicità possibile; la felicità dipende essenzialmente dal benessere materiale (compreso quello cerebrale); nessuno meglio della scienza può sapere come studiare e produrre il benessere fisico; in conclusione, solo la scienza può decidere razionalmente sulle questioni morali. E le religioni, le morali tradizionali, il senso comune? Roba d’altri tempi; solo gli scienziati possono guidarci oggi verso la morale del futuro.

venerdì 12 aprile 2013

Jankélévitch, Vladimir, Berlowitz, Béatrice, Da qualche parte nell’incompiuto

a cura di Enrica Lisciani Petrini, Torino, Einaudi, 2012, pp. XXVIII+220, euro 22, ISBN 9788806208363.

Recensione di Stefano Scrima - 23/10/2012

«Il mio cuore batte all’unisono col cuore di Ulisse fino a che Ulisse appare come un mendicante nella sua stessa casa. Ulisse diventa antipatico solo a partire dal momento in cui tende l’arco e in cui è decisamente il più forte» (p. 118) afferma Jankélévitch al cospetto dello sguardo bramoso del lettore che, come in un romanzo, si aspetterebbe un finale eclatante, celebrativo o funesto non cambia molto, ma che sia definitivo: che vuol dire con ciò il filosofo? Il mondo è dei deboli? Spetterebbe a loro, ma l’ingiustizia è sovrana? Gli ultimi saranno i primi? No, solo che i non-problematici gli danno noia,