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venerdì 20 marzo 2015

Matteucci, Giovanni, L’artificio estetico. Moda e bello naturale in Simmel e Adorno

Milano-Udine, Mimesis, 2012, pp. 182, euro 16, ISBN 978-88-5751-408-6

Recensione di Alessandro Bruzzone - 19/04/2013

Dalla sua fondazione settecentesca ad oggi, l’estetica ha espresso una problematicità oltremodo ricca e stimolante. Nomen omen, il sostantivo che la designa, insieme paleonimia (un nome antico per qualcosa di nuovo) e neologismo, ha da subito sintetizzato un orizzonte ampio, debitore di maestri antichi ed insieme proiettato in un futuro indefinito, i cui oggetti d’indagine – naturali e artificiali senza soluzioni di continuità nette – sono caratterizzati da fluttuazioni metafisiche ed esistenziali tanto meravigliose quanto necessarie.

lunedì 7 aprile 2014

Butti De Lima, Paolo, Il piacere delle Immagini. Un tema aristotelico nella riflessione moderna sull’arte

Firenze, Leo S. Olschki, 2013, pp. 199, euro 23, ISBN 978 88 222 62295.

Recensione di Sara Anna Ianniello - 28/06/2013

Scopo del presente volume è verificare l’influsso della Poetica aristotelica sull’arte moderna. Il piacere delle immagini, così come reca il sottotitolo del presente studio,  ha la finalità di avvicinare il lettore ad un aspetto particolare del problema: le immagini mostruose. Prima di entrare nel vivo dell’argomento, De Lima descrive nella prima parte (Una teoria delle immagini) a mo’ di introduzione, cosa rappresenti l’arte per la cultura greca. È proprio infatti di quest’ultima la considerazione per cui

lunedì 19 novembre 2012

Forlin, Francesco, Il mito moderno: racconto, arte e filosofia nel primo Schelling

Roma, Città Nuova, 2012, pp. 240, euro 20, ISBN 9788831101721

Recensione di Giuseppe Malafronte - 10/07/2012

Mito e modernità sembrano essere due termini assolutamente antitetici: tutto ciò che appartiene alla sfera mitica non può appartenere anche all’ambito del moderno. «Mito e modernità: un rapporto conflittuale e affascinante lega fra loro gli estremi di questa relazione» (p. 7). Il mito rappresenta l’irrazionale e l’istintuale e per questo subì una dura condanna da parte della modernità, in primis dall’Illuminismo, che cercava di rappresentare tutta la realtà alla luce della razionalità. Ma nella Germania preromantica ebbe inizio un nuovo processo di avvicinamento dei due concetti