«Cartesio dov'è? Non mi azzarderò a dirvi che c'è una quantità infinita di Cartesio possibili; ma sapete meglio di me che se ne conta più di uno, tutti molto ben attestati […] e curiosamente diversi l'uno dall'altro. La pluralità di Cartesio plausibili è un fatto». Le parole di Paul Valéry, poste da Patrizia Cipolletta in esergo al primo capitolo del suo ultimo lavoro, ben introducono l'immagine di Descartes che l'autrice si propone di tracciare. È un Descartes dai tanti volti, con tratti oscuri e molte ombre (è Cartesio stesso a lasciar scritto in una memoria privata:
