Roma, Carocci, 2012, pp. 317, euro 35, ISBN 978-88-430-6648-3
Sebbene unite e indistinguibili nella fase aurorale della cultura occidentale, le forme espressive che oggi definiamo “filosofia” e “letteratura” intrattengono un rapporto caratterizzato da un’apparente paradossalità che già Leopardi, ne Lo Zibaldone, fotografava nella sua essenza, osservando come i loro oggetti siano fondamentalmente opposti: infatti il Vero (oggetto del filosofare) è, secondo lo scrittore e pensatore di Recanati, quanto di più distante vi sia dal Bello (oggetto dell’arte letteraria).
