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mercoledì 13 maggio 2015

Niola, Marino, Homo dieteticus. Viaggio nelle tribù alimentari

Bologna, Il Mulino, 2015, pp. 146, euro 13, ISBN 978-88-152-5413-9

Recensione di Gianmaria Merenda - 28/03/2015

Niola ci avverte fin dall’inizio del testo che l’intenzione antropologica è quella di indagare sul “tribalismo alimentare contemporaneo” (p. 9). Ciò accade, ed è certamente sotto gli occhi di tutti, perché il cibo è diventato l’ossessione del quotidiano per sempre più persone, grazie anche al notevole impegno dei media, nonostante in occidente il cibo sia fonte di malnutrizione, malattie cardio-circolatorie, obesità, diabete e altre malattie dovute ad un suo utilizzo eccessivo. Il proliferare di diete, passioni alimentari, costrizioni,

lunedì 15 dicembre 2014

Piacquadio, Flora, Antropologia e filosofia in Edith Stein

Bologna, Stamen, 2014, pp. 109, ISBN 9788898697090.

Recensione di Marco Cirillo - 29/07/2014

Il breve saggio di Flora Piacquadio, per ammissione della stessa autrice, “non pretende di essere in alcun modo esaustivo, ma solo di gettare un piccolo barlume di luce su una prospettiva filosofica”, quella appunto elaborata da Edith Stein, una delle pensatrici più importanti, e allo stesso momento più sottovalutate del panorama filosofico novecentesco. In effetti il libro in questione offre al lettore ben poco materiale originale, limitandosi ad una rapida carrellata su alcune delle opere principali della fenomenologa allieva del 

mercoledì 23 aprile 2014

Fornari, Giuseppe, La conoscenza tragica in Euripide e in Sofocle

Massa, Transeuropa, 2013, pp. 423, euro 25, ISBN 978-887580224-0.

Recensione di Matteo Sozzi – 02/02/2014

Il volume costituisce un importante contributo per una riscoperta del pensiero religioso, filosofico e antropologico dei tragici greci. Soffermandosi in particolare sullo studio di alcune opere fondamentali di Sofocle ed Euripide, l’autore riesce a dischiudere le ancora inesplorate potenzialità che le tragedie classiche tuttora possiedono in riferimento alla delineazione di orizzonti di senso umani e metafisici. Si tratta di far tesoro dell’approccio filologico e letterario per penetrare con l’interrogazione filosofica testi

lunedì 10 febbraio 2014

Heller, Ágnes, I miei occhi hanno visto

con Francesco Comina e Luca Bizzarri, Trento, Il Margine, 2012, pp. 130, euro 15, ISBN 978-88-6089-101-3. 

Recensione di Antonella Fani - 20/02/2013
  
Questo libro-intervista, in cui l’Autrice tratteggia sapientemente il suo percorso umano dalla vita nel ghetto alla sempre attuale dedizione alla filosofia, è l’espressione dei quattro giorni di dialogo profondo con Francesco Comina e Luca Bizzarri, ideatori del progetto, che ha come cornice il monastero degli Stimmatini di Sezano. Come sottolinea la Heller nella prefazione al suo stesso libro, l’intervista – che è il genere tipico della comunicazione diretta, normalmente estraneo alla riflessione filosofica – deve essere letta alla luce del lavoro di un filosofo e 

lunedì 18 giugno 2012

Salmeri, Giovanni, Ancora l’uomo. Una piccola introduzione alla filosofia

Siena, Cantagalli, 2011, pp. 178, euro 13, ISBN 978-88-8272-729-1

Recensione di Giuseppe Malafronte – 01/03/2012

Si può ancora operare uno sguardo onnicomprensivo della filosofia non solo dal punto di vista storico-archeologico ma anche da quello teoretico? Ci si può ancora interrogare sul senso profondo dell’esistenza? Secondo questo bello ed essenziale libro tutto ciò è possibile se si centra l’attenzione ancora sull’uomo. Un ancora che indica un doppio percorso, previo a ogni analisi: ancora sta ad indicare il ritorno al centro pulsante del pensiero, al suo soggetto; 



mercoledì 5 ottobre 2011

Gambardella, Fabiana, L'animale autopoietico. Antropologia e biologia alla luce del postumano

Milano, Mimesis, 2010, pp. 120, euro 14, ISBN 9788857500898

Recensione di Rossella Mascolo

Inizio dalle note il mio viaggio fra le pagine di un testo per me già accattivante sin dal titolo. L'“autopoietico”, che qui è dell'animale, per la sua stessa singolarità, non può non riportare immediatamente, come poi farà l’autrice, al pensiero di Humberto Maturana e Francisco Varela, ai quali si deve la coraggiosa proposta di uno stravolgimento del modo di guardare alla biologia, alla scienza e alla conoscenza, ma non solo. La loro, negli anni settanta del Novecento, è stata una proposta radicale secondo la quale il vivere, l'agire e il conoscere di un essere vivente si mostrano, costruendosi nell'evolversi del tempo di ognuno.