Bologna, Il Mulino, 2013, pp. 164, euro 16, ISBN 978-88-15-24426-0
Nata nel Settecento con Baumgarten, che riprendendo temi leibniziani la formulò come riflessione filosofica sul sensibile, l’estetica si è sviluppata declinandosi secondo varie e numerose prospettive. Nell’Ottocento Hegel l’ha plasmata come filosofia dell’arte (nel senso più preciso di filosofia della storia dell’arte, cfr. le Lezioni di estetica), preferendo cioè come suo peculiare oggetto di studio la dimensione dell’artificiale a quella del naturale. Una scelta, quella operata dal maestro dell’idealismo tedesco, che doveva essere influente: