Traduzione e cura di Annalisa Sacchi, Milano-Udine, Mimesis, 2013, pp. 257, euro 20, ISBN 978-88-5751-798-8.
Scopo di questo libro, costruito come una detective story, come acutamente suggerisce la curatrice Annalisa Sacchi, è indagare i rapporti tra teatro e pensiero, o meglio la sparizione della rappresentazione scenica dall’ambito dell’indagine filosofica, quando al contrario le due cose presentano una serie di interessanti parentele. Il primo indiziato di questo “crimine” è ovviamente Platone e la sua esclusione della poesia dalle forme del pensiero nella sua città ideale. La prima parte del libro è infatti dedicata
