giovedì 21 luglio 2005

Ciliberto, Michele, Giordano Bruno.

Roma-Bari, Laterza, 2005, pp. 218, € 9,00, ISBN 88-420-4068-1.

Recensione di Andrea Fonzo - 21/07/2005

Storia della filosofia (Rinascimento)

Il mito che ha accompagnato l’immagine della filosofia bruniana ha contribuito al diffondersi di un’idea poco coerente con il complesso contenuto del suo pensiero. Al Bruno martire del libero pensiero, al Bruno mago ermetico, Ciliberto contrappone, nel suo saggio monografico, una interpretazione dell’opera del nolano in grado di coglierne il carattere pluriforme, la cui forza consiste nella non facile capacità di imbastire un rapporto dialettico con la tradizione, riuscendo a non venire da essa risucchiato.

Gli anni della formazione presentano un Bruno orientato ben presto in senso antitrinitario e originalmente erasmiano, in una concezione del pensiero nella quale acquista un ruolo centrale la riproposizione del noto Lamento ermetico e la conseguente condanna del secolo “infelice”. La lucidità con la quale Bruno coglie le mediocri bassezze della società cinquecentesca trova sfogo nel Candelaio; mentre le altre opere composte durante il suo primo soggiorno francese, il De Umbris su tutte, presentano un tema che diverrà fondamentale per lo sviluppo in senso ontologico del pensiero della “nova filosofia”: quello della umbratilità.

Ma è nell’arco di tempo che trascorre in terra inglese che Bruno, malgrado le varie e infelici esperienze umane e accademiche, compone i suoi capolavori.

Nella Cena delle ceneri sviluppa una concezione dell’esegesi biblica che, delimitando i rispettivi ambiti di filosofia e religione, mira a stabilire una positiva condizione di convivenza tra Scrittura e ragione, appellandosi alla pluralità di codici linguistici mediante i quali l’uomo può attingere al vero. Nel primo dialogo cosmologico, il De Infinito, Bruno discorre del rapporto tra necessità e immutabilità divine e libertà ed elezione umane, cercando di mantenere lo stesso equilibrio dello scritto precedente. Con Lo Spaccio della bestia trionfante tuttavia, vedendo naufragato il proprio impegno mediativo, Bruno si decide per un attacco diretto alla filosofia e alla religione coeve, presentando la sua opera come rispondente a un’urgenza di rinnovamento. Questa svolta fa leva sulla rilevazione dello stato di crisi del secolo attuale, preda della pedanteria di pseudo-filosofi, ben rappresentata da un personaggio come Poliinnio, nel De la causa, ritratto di un pensiero inerte e abissalmente lontano dalla prassi.

Il passo definitivo verso una problematica di ordine etico-religioso si compie nella Cabala del cavallo Pegaseo ove, riprendendo gli accenti ironici dell’elogio erasmiano, Bruno afferma come la decadenza non sia altro che un prodotto della corruzione operata dalla tradizione ebraico cristiana ai danni di un tesoro culturale e spirituale ben più antico.

Da qui la biografia bruniana, già movimentata, si fa frenetica. L’ultimo scritto inglese è il De gl’Eroici Furori ed è datato 1585; nell’ottobre dello stesso anno Bruno rientra in Francia, nel pericoloso momento dell’avvento al trono di Enrico di Navarra, per poi proseguire in un lungo succedersi di viaggi, polemiche, scomuniche e fughe nelle maggiori regioni europee. Nel corso del lungo travaglio, matura in Bruno la convinzione di essere egli stesso il Mercurio inviato con la missione d’annunciare un nuovo inizio ed è con questo stato d’animo che egli fa ritorno nella penisola italica, a Venezia su invito del nobile Giovanni Mocenigo.

Da qui alla denuncia di quest’ultimo all’Inquisizione, al lungo processo, ricostruito benissimo da Ciliberto, e alla condanna a morte eseguita a Roma nel febbraio del 1600.

Indice

Premessa
Gli anni della formazione e i primi scritti
L'esperienza inglese
Da Parigi a Francoforte
Il ritorno in Italia e il processo
Cronologia della vita e delle opere
Bibliografia

L'autore

Michele Ciliberto è ordinario di Storia della Filosofia all’Università di Pisa e alla Scuola Normale Superiore. Presidente dell’Istituto nazionale degli Studi Rinascimentali, è uno dei massimi conoscitori dell’opera bruniana. Tra i suoi lavori ricordiamo: La ruota del tempo. Introduzione di Giordano Bruno (Roma 1986) e Umbra profunda. Studi su Giordano Bruno (Roma 1999).

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