giovedì 12 aprile 2012

Sorrentino, Vincenzo, Il potere invisibile. Il segreto e la menzogna nella politica contemporanea

Bari, Dedalo, 2011, pp. 329, euro 18, ISBN 978-88-220-5386-2. Prefazione di Pietro Barcellona

Recensione di Carla Fronteddu - 09/03/2012

“La nascita del potere invisibile si perde nei meandri del passato remoto. I silenzi e le maschere del principe, gli intrighi di corte, il fiorire della corruzione nei giardini reali, gli assassini di palazzo, sono scenari che per secoli hanno animato il teatro politico. L'avanzare della democrazia non ha certo espulso il fenomeno dalla scena pubblica, tutt'altro” (p.13).
Comincia così Il potere invisibile di Vincenzo Sorrentino; con l'affermazione chiara e netta che la politica moderna, governi democratici inclusi, conviva con il segreto, 



con l'occultamento, con la menzogna.  A partire da questa consapevolezza, l'autore espone la trama concettuale con la quale è stato affrontato nel corso della modernità il tema del potere invisibile, un potere che non si può trascurare e che “rappresenta un problema di prim'ordine per la teoria e per la prassi” (p. 13). 
Il segreto in politica può avere due distinte funzioni, può essere strumento di occultamento o principio organizzativo. 
“Nel primo caso i soggetti attivi ricorrono ad esso per nascondere determinate informazioni ai soggetti passivi e non per gli specifici effetti di potere che il segreto, in quanto forma di relazione interpersonale, può avere su quest'ultimi […] Nel secondo caso, invece, vale l'inverso, poiché il segreto viene adottato quale forma di dominio indipendentemente dai contenuti occultati” (p. 27).
Nel caso del segreto come occultamento l'elemento determinante è il contenuto del segreto stesso e Sorrentino individua almeno due ragioni per cui in politica si ricorre a questo strumento: la relazione tra il dispositivo di sovranità di matrice hobbesiana e la guerra; e il rapporto tra capitalismo e democrazia.
Per analizzare il rapporto tra sovranità e guerra l'autore prende le mosse da Hobbes: a partire dalla sua concezione della sovranità e del rapporto di quest'ultima con la guerra, il ricorso al segreto si giustifica in quanto “mezzo per evitare l'esplosione della guerra civile” (p. 34) e come “strumento essenziale nella lotta contro i nemici esterni” (p. 34). 
La correlazione tra guerra, sovranità ed esercizio occulto del potere, viene poi fatta giocare dall'autore, con una costellazione concettuale completamente diversa, quella kantiana della pubblicità del potere, dell'uso pubblico della ragione e della critica della menzogna. “Il discorso kantiano” scrive Sorrentino “è importante […] anche perché ci aiuta a comprendere meglio i pericoli connessi al dispositivo di sovranità di matrice hobbesiana, un dispositivo che, lungi dall'essere relegabile nell'ambito della mera teoria […] è stato periodicamente riattivato, in epoche e contesti diversi, da settori spesso consistenti delle classi dirigenti per legittimare il ricorso all'esercizio occulto del potere e l'adozione di misure volte a limitare, o addirittura annullare, le libertà civili e politiche” (p. 56).
L'analisi del potere come occultamento prosegue chiamando in causa Marx, per affrontare il tema delle contraddizioni interne allo stato moderno. L'analisi marxiana, infatti, serve a Sorrentino per mettere in luce alcuni importanti questioni, “in primo  luogo [...] che l'invisibilità è il carattere costitutivo di un potere i cui metodi e obiettivi, dettati dalla sua subordinazione o funzionalità rispetto agli imperativi strategici del sistema economico, devono essere occultati in quanto contrastanti con i principi di legittimazione democratici” (p. 107).
Il potere invisibile comincia a questo punto a delinearsi come qualcosa di non accidentale, “ma appare piuttosto come un elemento fisiologico connesso alle contraddizioni interne” (p. 16) della democrazia e dell'economia capitalistica.
Alla seconda funzione del segreto in politica - il segreto come principio organizzativo -, Sorrentino dedica il secondo capitolo. L’autore di riferimento è Foucault, grazie al quale è possibile far luce sull'elemento di visibilità del potere invisibile. In questo contesto ciò che risulta rilevante non è l'informazione occultata, ma la relazione che il segreto stabilisce tra governanti e governati; “affinché si rafforzi il rapporto di assoggettamento” spiega l'autore “è necessario che il governato sappia che il governante detiene dei segreti che lo riguardano; la visibilità del suo potere invisibile, infatti, conferisce al secondo una misteriosità che lo rende imprevedibile e ne attesta la superiorità, accentuando la dipendenza e la sottomissione del primo” (p. 121). 
Foucault nel descrivere le modalità di esercizio del potere disciplinare fa riferimento a tre strumenti: la sanzione normalizzatrice, la sorveglianza gerarchica e l'esame. Insieme questi tre strumenti rendono il potere visibile ed inverificabile. È il principio del Panopticon:
“nella società panoptico-disciplinare […] la visibilità è lo schermo che protegge l'invisibilità del potere e che ricorda al governato l'esistenza di tale potere invisibile. Per il suddito l'invisibilità del sovrano è assenza; per il sorvegliato, invece, l'invisibilità del sorvegliante è costante presenza” (p. 129). 
Sorrentino osserva giustamente come, nel mondo attuale, la sorveglianza sia fortemente amplificata dalle nuove tecnologie dell'informazione e, nel paragrafo L'occhio elettronico, si sofferma sulla sorveglianza elettronica: “l'occhio elettronico invisibile è […] spesso visibile. Esso, però, è spersonalizzato - in quanto è molto difficile individuare non solo la persona che sorveglia, ma non di rado anche l'agenzia coinvolta - e inverificabile: infatti, generalmente non sappiamo quanto coloro che raccolgono dati personali sanno sul nostro conto, perché possiedono questi dati e di chi li mettono a disposizione. La sorveglianza elettronica conferma, almeno in parte, quanto già emerso dall'analisi del panoptismo, ossia che il gioco di visibilità/invisibilità può essere tale da indurre un assoggettamento ai poteri che lo mettono in atto” (p. 136). 
Tuttavia, se è indiscutibile che la sorveglianza tecnologica possa diminuire la libertà degli individui, si può scorgere, allo stesso tempo, anche una connessione con la democrazia: i sistemi di controllo sociale possono anche servire nella lotta contro la criminalità, nelle operazioni economiche o nel funzionamento del welfare state: “l'intensificazione della sorveglianza non va ricondotta semplicisticamente alla logica del “Grande Fratello”. Indubbiamente essa è anche l'effetto di pratiche di controllo volte a limitare la libertà degli individui […] ma essa è anche dovuta alla complessità di società volte a garantire la mobilità, la sicurezza e, più in generale i diritti sociali” (p. 163).
È in questo senso che Sorrentino parla della sorveglianza elettronica come di una “Giano-tecnologia”: “ una certa “trasparenza” dei cittadini può essere un mezzo di neutralizzazione delle libertà democratiche così come una condizione per la realizzazione di forme più avanzate ed efficienti di democrazia” (p. 164).
L'altra forma di potere invisibile presa in considerazione dall'autore è la menzogna. Mentre il segreto è una forma di omissione della verità, la menzogna presenta un carattere più complesso, perché “fabbrica” la verità. Qui l'interlocutrice di Sorrentino è Hannah Arendt, che individua alcune differenze tra la menzogna politica tradizionale e quella moderna e riflette sulla relazione tra politica, verità e opinione. 
Sebbene “l'antitesi tra verità e politica sia un luogo comune”, sebbene la menzogna politica sia sempre esistita, oggi, l'impatto con i nuovi mezzi che la tecnologia mette a disposizione accresce la pericolosità del potere invisibile. La combinazione di tecnica e costruzione della verità risulta devastante nei regimi totalitari, ma può essere estremamente pericolosa anche in democrazia.
L'ultimo fenomeno, o meglio l'ultima strategia del potere invisibile presa in considerazione da Sorrentino è quella della neutralizzazione della verità. “Nella politica contemporanea, e soprattutto nelle democrazie, il coinvolgimento delle masse e l'esistenza di un sistema mondiale di comunicazione fanno sì che il segreto politico, come totale non accesso alla verità da parte dei cittadini, abbia spesso un'esistenza precaria […] La possibilità di uno svelamento rappresenta, dunque, un grave pericolo per i governanti che esercitano il potere occultamente. Per quest'ultimi, allora, l'esistenza di condizioni di neutralizzazione delle verità emerse diventa tanto importante, e spesso più importante, dell'esistenza di strumenti di occultamento della verità” (pp. 195-6).
La ricca analisi delle possibili declinazioni del potere invisibile mette in guardia rispetto al potenziale distruttivo di quest'ultimo, ma allo stesso tempo Sorrentino avverte che “il potere invisibile non va semplicemente criticato a partire da un'ottica morale che assuma la sincerità come valore, ma va politicamente combattuto per la sua pericolosità, la quale, pur emergendo in maniera particolarmente evidente nei regimi totalitari, si profila anche nelle nostre società democratiche” (p. 219).


Indice

Prefazione
di Pietro Barcellona

Introduzione

Capitolo primo
Il segreto come strumento di occultamento
        Sovranità e guerra
        Le contraddizioni interne dello Stato moderno
        Il potenziale “destabilizzante” della democrazia
        I confini della democrazia
        La globalizzazione “opaca”

Capitolo secondo
Il segreto come principio organizzativo
        La visibilità del potere invisibile
        L'occhio elettronico
        Instabilità e dominio
        Complicità, sospetto e isolamento
        Sorveglianza e democrazia
        Politiche della sicurezza

Capitolo terzo
La fabbricazione della verità
        Verità di fatto e politicamente        
        Menzogna sistematica e tecnica
        Autoinganno e defattualizzazione

Capitolo quarto
La neutralizzazione della verità
        Ideologia e organizzazione
        Lo scontro tra verità e senso comune
        La riduzione della verità a mera opinione
        Tacito consenso ed estetica del segreto
        Bellicizzazione della vita quotidiana e teoria del complotto

Capitolo quinto
La lotta contro il potere invisibile
        Sterminio ed eclissi della politica
        Disorientamento e perdita del senso del limite
        La questione tecnologica
        Quale democrazia?
        Il coraggio della verità

Appendice
Figure dell'occultamento
        Mascheramento ideologico
        Segreto di Stato e Ragion di Stato
        Doppio Stato
        Il potere tra visibilità e invisibilità

Bibliografia

Indice analitico

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