martedì 13 maggio 2008

Leibniz, Gottfried Wilhelm, Dialoghi filosofici e scientifici, a cura di Francesco Piro in collaborazione con Gianfranco Mormino ed Enrico Pasini

Milano, Bompiani, 2007, pp. cxxxii-980, € 32,00, ISBN 9788845258961.

Recensione di Antonio Allegra – 13/05/2008

Storia della filosofia (moderna), Filosofia teoretica (metafisica), Filosofia della religione (teologia), Filosofia della scienza (filosofia della fisica)

Una nuova edizione di Leibniz che presenti opere scarsamente divulgate all’interno del mare magnum ancora solo parzialmente noto della produzione del filosofo, non è iniziativa che abbia bisogno di giustificazioni; in particolare se viene adottato un taglio peculiare e significativo quale quello della produzione dialogica (l’edizione proposta da Francesco Piro per la prestigiosa collana di Bompiani esclude i Nuovi Dialoghi; ma si un tratta di un classico talmente noto e accessibile da giustificare tale scelta).
Ma è opportuno notare che, al di là della statura dell’autore, è anche la qualità dei testi a legittimare la proposta. La varietà di spunti, temi, analisi che è possibile rinvenire negli scritti di Leibniz è ben nota, ma non per questo cessa di risultare quasi sconcertante. Nell’edizione in questione tali caratteristiche risultano esaltate proprio perché la caratteristica prospettiva conciliatoria, nata al fuoco delle controversie giuridiche e teologiche come strategia di appianamento delle divergenze, è uno dei fattori che spiegano l’attenzione dell’autore tedesco alla forma-dialogo. D’altra parte, la peculiarità di alcune posizioni raggiunte nel corso di questa ricerca (la stessa metafisica delle monadi, ad esempio) spiega probabilmente il ruolo secondario dei dialoghi nella ricerca matura di Leibniz, senza che, tuttavia, venga meno (tutt’altro!), il ruolo degli scambi epistolari e dei giornali scientifici, dunque di un “dialogo” sui generis. Il testo approssimativamente “sistematico” diviene, in realtà, una voce all’interno di un “dialogo” “soprannazionale e trans-generazionale” (Premessa, p. XL).
Alcuni nuclei tematici e problematici risultano tuttavia delineabili: la ripartizione editoriale tra dialoghi filosofici e scientifici rappresenta già una prima elementare divisione, al cui interno avviene un orientamento attorno ad alcune idee ricorrenti a loro volta elasticamente connesse tra di loro secondo una tipica prassi leibniziana: l’apolegetica e più in genere il rapporto fede-ragione, visto precisamente come chiave per determinare il dialogo tra religioni (e anche irreligioni); il rapporto tra questioni epistemologiche, metafisiche, e morali; e nei dialoghi scientifici, anche tra temi scientifici e metafisica.
Un’analisi di tali contenuti è impossibile nel presente contesto; ciò che più colpisce è la capacità di revisione, in parte provocata da contingenze relative al percorso variegato della carriera intellettuale di Leibniz, ma sempre in grado di determinare una tappa originale in un tragitto alla fine inconfondibile. In questa luce, ad esempio, i dialoghi scientifici sono concepiti sia come interventi all’interno della République des Lettres e dunque informando un pubblico “vasto” delle attività delle Accademie o degli svolgimenti della polemica sugli antichi, sia come occasioni importanti per un ripensamento teorico dei loro argomenti (così il Foranomo, in relazione a statica e cinematica). Ancora più significativa la Professione di fede del filosofo, che contiene formule cruciali per definire la metafisica di Leibniz circa 1670. In effetti, qui è asserita una dottrina diametralmente opposta a quella che il principio degli indiscernibili detterà in termini epistemologici e metafisici al Leibniz maturo. Ora, questo è importante non soltanto per la storia dell’evoluzione del pensiero dell’autore tedesco, come mostra efficacemente Piro (p. XXXVI), ma è anche in grado di determinare meglio le stesse coordinate della sua dottrina: si delinea con maggiore precisione in quale contesto problematico ha avuto luogo l’evoluzione verso le soluzioni dell’età matura.
Infine, un altro spunto che merita segnalare, e questo perché è stato, invece, una costante irrinunciabile del percorso dell’autore, riguarda un terzo ambito di cui si diceva, quello apologetico. Il filosofo è convinto di dover procedere per via razionale: non si può credere veramente se non in ciò che si capisce, o, forse meglio, in ciò che si capisce essere almeno possibile (l’impossibile è infatti ciò più di ogni altra cosa ripugna alla mente dell’uomo). Il destino del fideismo, per converso, è inequivocabilmente lo scetticismo – come la storia già allora poteva abbondantemente mostrare. Questa impostazione tipica appare specie nel Dialogo tra il teologo e il misosofo e nel Dialogo di Teofilo e Polidoro; ed è d’altra parte in grado di ribadire, ancora, la solidarietà tra teologia, fisica, metafisica e logica che appare un dato per così dire costitutivo dell’approccio leibniziano.
Forse la formula decisiva per riassumere il volume qui recensito consiste nella presentazione “applicativa”, per così dire, di questa solidarietà originaria degli ambiti tematici: al fuoco vivo delle mille controversie e occasioni che la vicenda biografica offrì a Leibniz.
L’edizione contiene, oltre alla Premessa del curatore, anche adeguati apparati: una nota sui criteri editoriali, una bibliografia, una ragionevole selezione di note, un’appendice consistente nell’edizione critica dei tre testi che erano inediti (gli altri testi sono stati pubblicati nella versione dell’Akademie-Ausgabe, ove fossero già apparsi in questa; negli altri casi, si sono seguite le edizioni esistenti messe a confronto coi manoscritti), e un indice dei nomi. Soprattutto, è presente una utile guida ai testi: qui Piro è stato affiancato da altri due noti specialisti, Gianfranco Mormino e Enrico Pasini. I tre studiosi hanno volta a volta scritto la nota esplicativa per l’uno o l’altro dei dialoghi pubblicati; in questo modo risulta sempre assai puntuale non solo l’inquadramento storico ma soprattutto il senso all’interno del percorso teoretico dell’autore.
Nel complesso si tratta dunque di un’edizione assai utile, che offre una occasione di avvicinamento a un ambito leggermente in disparte dell’opera leibniziana, che tuttavia, per i motivi sopra accennati, merita senz’altro di essere conosciuto.

Indice

Introduzione 
Tavola delle Abbreviazioni 
Premessa: Leibniz e l’“arte di comporre dialoghi” 
I criteri di quest’edizione 
Guida ai testi 
Bibliografia 

1. DIALOGHI FILOSOFICI: 
La professione di fede del filosofo 
Dialogo sulla religione del filosofo 
Dialoghi immaginari tra grandi personalità storiche 
Dialogo sulla connessione tra cose e parole 
Dialogo tra un teologo e un misosofo 
Dialogo tra Poliandro e Teofilo 
Dialogo tra Teofilo e Polidoro 
Dialogo tra un uomo politico e un ecclesiastico 
Frammento di dialogo con Huet 
Dialogo autentico sulla libertà dell’uomo e l’origine del male 
Frammento di dialogo sulla felicità e la saggezza 
Colloquio di Filerete e di Aristo 

2. DIALOGHI SCIENTIFICI: 
Pacidio a Filalete. Metafisica del moto 
Dialoghi familiari sull’analisi arcana dei matematici 
Dialogo sull’aritmetica e l’algebra 
Foranomo o sulla potenza e le leggi di natura 

Note ai testi 
Appendice (testi critici): 
Entretien de Philarete et d’Ariste 
Fragmentum dialogi cum Huetio 
Dialogi familiares 
Indice dei nomi


Il curatore

Francesco Piro insegna Storia della Filosofia e Storia della Scienza all’Università degli Studi di Salerno. Tra le sue precedenti pubblicazioni: Varietas identitate compensata. Studio sulla formazione della metafisica di Leibniz, Napoli 1990; Spontaneità e ragion sufficiente. Determinismo e filosofia dell’azione in Leibniz, Roma 2002.

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