martedì 12 aprile 2011

Habermas, Jürgen, Il ruolo dell’intellettuale e la causa dell’Europa. Saggi, trad. it. di S. Mainoldi,

Roma-Bari, Laterza, 2011, pp. 168, €. 18,00, ISBN 978-88-420-8892-9.
(Ed. orig., Ach, Europa. Kleine Politische Schriften XI, Suhrkamp, Francoforte, 2008-2010).

Recensione di Francesco Giacomantonio - 12/04/2011

Filosofia contemporanea - Filosofia politica

Nel corso della sua lunga produzione di studi, Jürgen Habermas ha spesso alternato i suoi contributi più rigorosi e accademici con raccolte di saggi legati a questioni di attualità o, comunque, rilevanti nel dibattito pubblico. Questo volume rientra in questa seconda categoria e contiene una serie di interventi dell’intellettuale tedesco, organizzati rispetto a tre aree tematiche: la condizione politica dell’Europa, il ruolo dell’intellettuale e l’evoluzione delle modalità di comunicazione nelle società contemporanee e, infine, alcuni profili di importanti studiosi. 
I saggi sull’Europa ribadiscono, in buona misura, le posizioni teoriche che Habermas ha espresso in diversi suoi volumi di taglio politologico, pubblicati precedentemente. Torna, dunque, accompagnato da riferimenti a recenti vicende politiche, il suo appassionato discorso sull’integrazione come “processo di apprendimento basato sulla reciprocità” (p. 19). Il ruolo dell’Unione Europea, da una parte, va rafforzato dal punto di vista politico: lo scopo sarebbe, sul piano internazionale, quello di bilanciare l’unilateralismo egemonico degli Stati Uniti. Dall’altra, l’Unione europea deve agire dal punto di vista economico: qui, invece, il nodo chiave è quello della idea, resasi ancora più evidente dopo le recenti crisi finanziarie, di un “governo dell’economia europea”(p. 49), ovvero di un piano di competenze sulla cui base si potrebbero coordinare efficacemente le politiche economiche degli stati membri.

La seconda sezione del testo è quella che probabilmente è di maggiore interesse dal punto di vista della sociologia e delle scienze della comunicazione. Qui sono sviluppate, infatti, le argomentazioni sul ruolo degli intellettuali e la comunicazione nelle società complesse, che sottendono un altro tema più generale, tipico del pensiero habermasiano, ossia il ruolo della sfera pubblica sotto il profilo politico.  In tal senso, Habermas difende il ruolo della “stampa di qualità” (p. 60), ossia capace di fare opinione, in grado di veicolare un’informazione affidabile e ricca di commenti accurati, senza la quale la sfera pubblica non potrebbe dare il suo contributo alla legittimità democratica dell’azione dello Stato. Il rischio, se ciò non accadesse, sarebbe quello di una liquefazione della politica nella comunicazione (p. 78), in particolar modo nei meccanismi della comunicazione di massa. A tal proposito, Habermas parla, appunto, di “patologie della comunicazione politica di massa” (p. 97), i cui esempi più macroscopici sono le influenze di imperi mediatici e economici in campo politico. In questo contesto, la posizione dell’intellettuale viene fortemente scalfita, poiché, nella migliore delle ipotesi, questi viene consultato solo come “esperto” e non è più portato a prendere posizioni su questioni normative e a delineare prospettive piene di spunti nuovi. 
Solo attraverso il corretto funzionamento della sfera pubblica è, dunque, possibile la realizzazione di quel modello democratico deliberativo da anni cardine della filosofia politica e della sociologia politica habermasiane; solo così si può, cioè, garantire la “dimensione epistemica della democrazia” (p. 63).

Nella terza parte del volume, trovano collocazione alcuni interventi di Habermas dedicati al pensiero di importanti protagonisti della cultura contemporanea. Si tratta, come egli stesso li definisce, di “profili politico-filosofici di occasione”(p. V). In queste pagine vengono ricordati Adendroth, Rorty, Derrida e Dworkin. 
Di Adendroth, giurista e politologo, Habermas rimarca l’interpretazione della determinazione costituzionale dello Stato democratico di diritto, in cui lo Stato sociale aveva un ruolo cruciale: Adentroth come intellettuale della classe operaia, ha richiamato l’attenzione sugli importanti dibattiti concernenti lo Stato di diritto nell’epoca di Weimar e si è posto “come anti-anticomunista, in netta contraddizione con il pesante clima della guerra fredda” (p. 113). A Rorty è riconosciuto l’importante merito, attraverso il suo pragmatismo, di aver sempre saldato la filosofia alla discussione pubblica e alla democrazia, rifuggendo la metafisica, distinguendosi al tempo stesso come filosofo eminente (uno dei pochi intellettuali americani “la cui voce è ascoltata nell’intero continente”[p. 120], dice esplicitamente Habermas); scrittore con uno stile brillante, intellettuale politicamente impegnato e patriota. Il profilo di Derrida è, invece, incentrato sul tema del suo rapporto con Heidegger, studioso, quest’ultimo guardato sempre in modo fortemente critico da Habermas.  L’opera derridiana, per Habermas, acquisisce il tardo Heidegger, poggiandosi su “fondamenti piuttosto teologici che presocratici, più ebraici che greci” (p. 151), senza tradire nel neopaganesimo gli inizi mosaici del pensiero heideggeriano. L’ultimo profilo presentato è quello di Dworkin, rispetto al quale sono delineati anche interessanti paralleli con Luhmann e Rawls: il giurista americano poneva il problema delle convinzioni morali di un giudice nell’ambito dell’attività giuridica e prospettava  una teoria socio-liberale della giustizia distributiva. Tutti i ritratti teorici di questa parte sono sempre accompagnati da alcune impressioni di Habermas sul modo di essere di questi studiosi, sulla base dei momenti in cui egli ha avuto modo di frequentarli, trasmettendo così al lettore quasi un tratto di familiarità e intimità.

Habermas è famoso nel panorama intellettuale come epistemologo, filosofo della politica, del linguaggio, della morale, sociologo, ma, probabilmente, in testi come questo, emerge un’altra sua dimensione, forse meno appariscente, sicuramente attribuitagli solitamente in minor misura: quella di sociologo della conoscenza, o, come si preferisce dire oggi, di sociologo dei processi culturali. Queste trattazioni sull’idea di Europa, sugli intellettuali, sulla comunicazione politica, in effetti, più che un discorso filosofico, etico, politico, che pure naturalmente è presente, costituiscono una riflessione sul nesso fra contesti sociali, politici e storici e dimensioni culturali, ultimo bagliore di quella teoria critica della società in cui Habermas si è formato.

Indice

Premessa
Parte prima
Ah, Europa!
1. Il ruolo dell’intellettuale e la causa dell’Europa
2. L’Europa e i suoi immigranti
3. La politica europea in un vicolo cieco. Arringa per una politica di integrazione graduale
4. Abbiamo bisogno dell’Europa! La nuova intransigenza: siamo ormai indifferenti al destino comune?
Parte seconda
Per la ragione della sfera pubblica
5. Media, mercati e consumatori. La stampa seria come spina dorsale della sfera pubblica politica
6. La democrazia ha anche una dimensione epistemica? Ricerca empirica e teoria normativa
Parte terza
Ritratti
7. L’Hermann Heller degli inizi della Repubblica Federale.Wolfgang Abendroth nel suo centesimo compleanno
8. Richard Rorty e il gusto per lo shock da deflazione
9. «...and to define America, her athletic democracy». In memoria di Richard Rorty
10. Come rispondere alla questione etica:Derrida e la religione
11. L’efficacia rischiaratrice di Derrida. Un ultimo saluto
12. Ronald Dworkin, un solitario nella cerchia degli studiosi di diritto

Fonti dei saggi

L'autore

Jurgen Habermas, è tra maggiori filosofi e  sociologi contemporanei. Tra le sue numerose opere si segnalano: Storia e critica dell’opinione pubblica, Laterza, Bari, 1977, Teoria dell’agire comunicativo, 2 voll., Il Mulino, Bologna, 1986;1997, Il discorso filosofico della modernità, Laterza, Bari, 1987;2003, Fatti e norme. Contributi a una teoria discorsiva del diritto e della democrazia, Guerini e Associati, Milano, 1996, L’inclusione dell’altro. Studi di teoria politica, Feltrinelli, Milano, 1998, La costellazione postnazionale, Feltrinelli, Milano, 1999, Tra scienza e fede, Laterza, Roma-Bari 2006.

11 commenti:

MAURO PASTORE ha detto...

Vi sono interessi antidemocratici che assolutizzano il destino della Guerra Fredda negandone risultati e tentando di imporne altri contrari. Tali interessi sono per lo più dal mondo del capitalismo ma non corrispondono a compiuta identità capitalista. In America furono e sono stati contrastati dalle introduzioni etiche-filosofiche-politiche, ma queste ebbero ed hanno avuto successi e funzioni parziali, per questo in Europa la politica ha dovuto lottare fino ad ultimo per le proprie conoscenze non solo scientifiche e per saperi non chiusi in se stessi e quanto ottenuto ad oggi non consente ancora un termine di questa lotta. Il neopragmatismo ha evitato che la filosofia fosse travolta da precarie ed incaute tecnocrazie e la vittoria in Europa Ovest poi anche Est di una idea accettabile di progresso, non identitariamente distruttiva né dispersiva né limitata da tradizionalismi e disvalori, ha ottenuto continuità politica in Occidente, dove i poteri democratici sono ancora vasti, non solitari, istituiti o statuiti; eppure su tutto grava la minaccia di fenomeni criminali di massa, contro la ricerca di conoscenze molteplici ed in base a illusione ormai autoinganno che gli agi partecipati senza rispetto degli scopi possano essere future assicurazioni e presenti garanzie e non avvenire disastroso e condanna dalla attualità. Di fatto stante queste ultime verità, nondimeno la fine delle grandi violenze di massa, se non anticipata e trasformata dai suoi oppositori, coinciderebbe con un ennesimo danno contro la vita non solo occidentale, sia perché tali violenze hanno i connotati di un dispettoso e del tutto ostile autolesionismo, tradimento o indeterminatezza od invadenza vecchia o nuova, sia perché i numerosissimi violenti sono in condizioni di contraddittorietà e negatività con stesso destino umano e mondano, avversando tutte le comprensioni intellettuali finora esistite dell'umanità politica con l'umanità impolitica. Non solo con le folle, la violenza di massa avversa il conoscere della filosofia e trovandolo unito alla politica lo teme e rifiuta doppiamente scambiando conseguenze disastrose di stesso rifiuto per disastrosità di vana ostinazione dei filosofi; e senza intervento filosofico Occidente e Villaggio Globale non potrebbero continuare ad essere oppure potrebbero esistere drammaticamente o parzialmente ma senza alcuna certezza; e ciò significa una sconfitta o penuria per politiche anche non occidentali e comportando gravi rischi anche per futuri benesseri mondiali.
...

MAURO PASTORE

MAURO PASTORE ha detto...

MAURO PASTORE :...

Noncuranti del senso del pericolo perché dedite alla morte di un proprio destino che non aveva più senso, le masse occidentali l, o soltanto oramai in Occidente, agiscono non solo per rallentare od impedire i successi delle facoltà democratiche epistemiche ma anche per cancellare il passato epistemologico della cultura non solo filosofica europea. Si autosuscitano indignazioni catastrofiche, inventano obblighi inesistenti e negano quelli veramente esistenti, operando intrusioni nelle comunicazioni, trasporti e spostamenti. Tali intrusioni accadono per fraintendimenti degli intrusi stessi, presenze inadeguate che non sanno convivere con un codice senza accettarne l'esenzione di fatti e cose differenti, intolleranti ed ignoranti che non sanno capire differenze di cose e fatti, insipienticche praticano l'onore in sostituzione all'orgoglio, quest'ultimo sempre in alcunché vitale, ma l'onore invece potendo in assoluto esser anche e solo quello della morte.
Di fatto le condizioni occidentali e globali sono addivenute non evolute a una ostilità di massa cui non si può controbbattere direttamente perché è troppo insavia ed invadente e che prende in ostaggio eventi ed oggetti del Meridione del mondo recando offesa a soggettività ed accadimenti del Settentrione del Pianeta e traendo poteri da lontananze, distinzioni, difficoltà. Le masse violente sono anche diversificate e particolareggiate, fino ad includere complici disparati od isolati entro sistemi occidentali e non fuori da funzioni globali...

La pubblicazione di Habermas "Il ruolo dell'intellettuale e la causa dell'Europa" evidenzia scenari immediatamente precedenti e non differenti sia pur diversi e risulta ancora utile ma non risolutiva per l'ultimo estremizzarsi di negatività e contraddittorietà.

MAURO PASTORE

MAURO PASTORE ha detto...

Un esempio della odierna condizione che ho descritto è rappresentato dalle tristi accoglienze poi rifiuti cui sono sottoposte comunicazioni culturali non solo scientifiche meteorologiche. Qui di sèguito un mio testo prima pubblicatomi poi rifiutatomi da chi in sito Web ad esso adeguato e rifiutatomi in modalità del tutto inaccettabili per qualunque sistema legislativo. A causa della ampiezza del testo lo dovrò includere in più di un invio:

' Inviato: Tue May 07, 2019 12:42 am    Oggetto: Requiem per la passione degli orologi e per sentimento giurassico. ERA GLACIALE

Si è compiuta ultimamente una rivoluzione meteorologica, non antiscientifica né scientificamente attuata. Essa ha posto fine a tragici errori legati a false rispondenze meteorologiche. È consistita anche nel ravvisare di legami siberiani-europei, europei-artici, mediterranei-atlantici, entro urbanizzazioni indebolite e deboli, ex contadi, oltre presenze civili, con scopo di mutare, fatalmente non compatibilmente socialmente o con necessità etnica concorde non interetnicamente discorde, i rapporti civili-culturali in culturali-civili se possibile o di ristabilire àmbiti propri e peculiari di civiltà e culture, secondo discendenza culturale delle civiltà europee.

In Europa antropizzazioni forzate o forzose da esterno ad interno Continente ed etnofobia antieuropea erano concomitanti con reiterate condizioni ambientali del tutto eccezionali, climaticamente africaneggianti. Dopo prima Decade del Secondo Millennio le programmazioni capitalistiche non capitaliste in America per l'Europa segnavano climi giurassici e nessun futuro continentale, neppure economico, per Europa stessa. Tale segno generava prassi, da esterno ad interno ed in interno, omologanti a quanto in stesso segno significato mentre le circostanze eccezionali si facevano normalizzazione distruttiva, antiecologica ed antieuropea, che agiva per necessità replicative-commutative verso catastrofe ambientale capace di porre fine a natura continentale europea. Tale corso di eventi subiva provvidenziale contrarietà da volontariato ecologico europeo che aveva effetti di impedire la programmazione-omologazione-distruzione ai danni di politica europea ed Europa... Ecco qui di sèguito alcuni cenni storici fondamentali e molto altro: [...] '

MAURO PASTORE

MAURO PASTORE ha detto...

Un esempio della odierna condizione che ho descritto è rappresentato dalle tristi accoglienze poi rifiuti cui sono sottoposte comunicazioni culturali non solo scientifiche meteorologiche. Qui di sèguito continua da messaggio precedente un mio testo prima pubblicatomi poi rifiutatomi da chi in sito Web ad esso adeguato e rifiutatomi in modalità del tutto inaccettabili per qualunque sistema legislativo. A causa della ampiezza del testo lo dovrò includere in più di un invio:

' [...] Il 1977 fu l'anno dei maggior timori economici per il blocco occidentale capitalista e della improvvisa inaspettata ripresa, inversamente di grande esaltazione poi scoraggiamento nel blocco orientale comunista nel corso della Guerra Fredda. Negli anni successivi la economia capitalista però, nonostante le nuove previsioni, non continuò la indefinita espansione e l'intero blocco occidentale evitò così la autoesautorazione promossa dall'altro blocco (orientale) restando quest'ultimo con sola opzione militare diretta ma con propri eserciti in obiezione contro il regime totalitarista-comunista, rifiuto fatto valere con esercizio di corti marziali ed usi diversi di servizi segreti. Di fatto la mancata espansione giocando ruolo negativo sia per i belligeranti occidentali che per gli orientali — rispettivamente nell'ordine: con impedimento a nuova estrema opposizione non solo finanziaria e con impossibilità di usarne da parte dei nemici per dirigerla contro stessi suoi esecutori — non mutò i destini del conflitto economico-militare ma ne rallentò la fine, esponendo i due schieramenti ad interventi ostili dai poteri antipolitici del Meridione del mondo, che resero impossibili ai poteri politici di stesso Meridione di contribuire a restanti opposizioni mondiali più accettabili o meno inaccettabili. Il mancato contributo non fu rimediato dai poteri del Nord del mondo perché si riteneva fosse meglio, sia per Settentrione che per Sud, minacciare di rimediare; dunque con tale astensione, praticata da poteri democratici o socialisti europei con Autorità preponderante della Lega Economica Scandinava sostenuta con successo dal Commonwealth, la quale impedì movimenti di reazione praticando rigida statica economica e militare e lasciando immutati i confini del conflitto in Europa-Eurasia (non intera Eurasia), la Guerra Fredda si avviò verso un termine non solo teorico e senza fatali catastrofi economiche-militari conseguenti e prima certe e imminenti dalle insavie intromissioni da Sud, poi non più certe. La fine della guerra era favorevole ai capitalisti, con gli eserciti comunisti inattivi e la economia occidentale non ancora vittima dei propri eccessi, il compiersi di questo destino suscitando ire immense e mai determinanti da parte dei comunisti-totalitaristi non solo da Est. In Unione Sovietica i servizi segreti trovati agi minimi per reagire ad intromissioni staliniste mutarono i programmi esteri dello Stato. [...] '

MAURO PASTORE

MAURO PASTORE ha detto...

Un esempio della odierna condizione che ho descritto è rappresentato dalle tristi accoglienze poi rifiuti cui sono sottoposte comunicazioni culturali non solo scientifiche meteorologiche. Qui di sèguito continua da messaggio precedente un mio testo prima pubblicatomi poi rifiutatomi da chi in sito Web ad esso adeguato e rifiutatomi in modalità del tutto inaccettabili per qualunque sistema legislativo. A causa della ampiezza del testo lo dovrò includere in più di un invio:

' [...] La guerra in Afghanistan fu tramutata in attività bellica per ripudiati o pacieri, secondo disposizione presidenziale di Breznev che non si era potuta ancora decretare fino a presidenza di Andropov; in Cecoslovacchia, dove i tentativi di sfruttare e smentire istanze comuniste non totalitarie da parte del Regime totalitario erano stati interrotti da rivolte antisocialiste e non comuniste restate senza reazioni in quanto ponevano il Regime stesso in condizioni di dover praticare altro socialismo-comunismo senza poter attuare violenza totalitaria, lo Stato Comunista fu messo in stallo restandovi obblighi socialisti e senza imposizioni anticapitaliste; in Jugoslavia i moti violenti totalitari furono abbandonati dai dissidenti alla confusione antistatalista che indeboliva l'Unione; in Polonia i Sindacati si appropriarono dello Stato estromettendovi il Partito Comunista, mentre in Bulgaria ma anche in intera Europa Est e Siberia si fece duro il dissidio religioso ed in particolare ad esser impeditivo infine fu quello cristiano ortodosso. Per tali giuste reazioni i perdenti della Guerra Fredda non poterono vanificare gli sforzi occidentali restandone il Fronte ordinato. [...] '

MAURO PASTORE

MAURO PASTORE ha detto...

Un esempio della odierna condizione che ho descritto è rappresentato dalle tristi accoglienze poi rifiuti cui sono sottoposte comunicazioni culturali non solo scientifiche meteorologiche. Qui di sèguito continua da messaggio precedente un mio testo prima pubblicatomi poi rifiutatomi da chi in sito Web ad esso adeguato e rifiutatomi in modalità del tutto inaccettabili per qualunque sistema legislativo. A causa della ampiezza del testo lo dovrò includere in più di un invio:

' [...] Tuttavia in Europa Ovest gli oppositori ed i loro alleati attuarono tattiche ostili peggiori delle guerriglie interne dandosi a generiche aggressioni, in Italia e Francia e lungo i confini Ovest della Germania le condizioni più impreviste od imprevedibili contro le cittadinanze impegnate a sostenere i Capitali o finanche contro la vita di coloro che astenutisi dal sostegno nondimeno erano non favorevoli agli Stati comunisti. In Italia al terrorismo dei cosiddetti "Anni di piombo" seguivano proteste genericamente violente. I terroristi giungevano fino ad esecuzioni sommarie di morte di cittadini facoltosi e responsabili, i protestatari invece arrivavano fino ad aggressioni contro la esistenza di connazionali non impegnati in politica capitalista ma anticomunisti. I terroristi usavano anche armi da fuoco, i protestatari anche i veleni purtroppo. Molti sostenitori del comunismo vollero confonderli per contestatori e le Forze dell'Ordine ne profittavano per interrompere nel caos le proteste assassine, che però erano attuate da gruppi quanto meno vasti tanto più ostili e subdoli e questi ultimi erano di solito avversati imponendo essi mimetizzazioni che li esponevano a fraintendimenti; erano tattiche suggerite poi da stessi Agenti dell'Ordine ma in origine ritrovati estemporanei di gente disparata. La cronaca della sinistra politica ex comunista annovera eventi di contestazione in realtà fittizi, propriamente tentativi di contro-contestazione essendo la vera Contestazione di matrice occidentale ed internamente concordemente a stesso blocco capitalista; altra cosa erano le generiche ed estreme proteste anticapitaliste che al volgersi della fine del blocco comunista orientale cercavano di funestare civiltà, culture, urbanizzazioni dell'Occidente, in ciò trovando sostegni da ambienti legati ad antipolitica dal Meridione del mondo. Per tali complicità le aggressioni diventando peggiori erano dunque condotte a fallimento solo riuscendo a farle autoinibire per eccessive pretese di stessi aggressori e quindi non furono i gendarmi a porne fine, né in Italia né in Francia né in Germania ne altrove ad Ovest, non reiniziando imprese belliche coloniali da Nord verso Sud. La Guerra Fredda si compì evitando l'ultima insidia di eccessi autoritaristi interni a stesso Occidente, che ne uscì vincitore economico-militare nonostante preponderanza militare orientale. [...] '

MAURO PASTORE

MAURO PASTORE ha detto...

Un esempio della odierna condizione che ho descritto è rappresentato dalle tristi accoglienze poi rifiuti cui sono sottoposte comunicazioni culturali non solo scientifiche meteorologiche. Qui di sèguito continua da messaggio precedente un mio testo prima pubblicatomi poi rifiutatomi da chi in sito Web ad esso adeguato e rifiutatomi in modalità del tutto inaccettabili per qualunque sistema legislativo. A causa della ampiezza del testo lo dovrò includere in più di un invio:

'[...] # Le anormalità delle economie impegnate nella Guerra, al culmine in anno 1977, erano dovute a ragioni non del tutto gestibili dagli schieramenti. Esse dipendevano ad Ovest da idiosincrasie economicistiche da parte di plutocrazie decadute o in decadimento, ridotte a programmazioni basate su liste cronometriche e calendaristiche-cronometriche per le quali la rapida mutazione delle durate effettive delle giornate, in anno 1977 giunte a enorme dilatazione rispetto a non pochi anni passati, non erano accolte per mutar liste; e trovandosi i lavoratori a poter diradare azioni o a praticare vasti ozi e non essendogli richiesta maggiore produzione nonostante il tempo del lavoro durasse oltre sette volte in più di anno precedente mentre gli orologi seguendo gravità solare scandivano uguali intervalli.
* Il sole aveva enormemente rallentato il suo corso e nessun orologio poteva attestarlo e mentre ad Ovest si rallentavano i ritmi e sparivano molte rivendicazioni ed altre se ne aggiungevano, ad Est invece gli ambienti di lavoro restavano bloccati per rifiuto di operai e guardiani ad aumenti indefiniti di produzioni, con successivo illuso assenso dei capi comunisti-totalitari per dare impressione agli occidentali di vincente necessità di sovrapproduzioni continue; quindi non per giustizia ma per opportunismo presto comandando tali capi ritmi di lavoro diradati. [...] '

MAURO PASTORE

MAURO PASTORE ha detto...

Un esempio della odierna condizione che ho descritto è rappresentato dalle tristi accoglienze poi rifiuti cui sono sottoposte comunicazioni culturali non solo scientifiche meteorologiche. Qui di sèguito continua da messaggio precedente un mio testo prima pubblicatomi poi rifiutatomi da chi in sito Web ad esso adeguato e rifiutatomi in modalità del tutto inaccettabili per qualunque sistema legislativo. A causa della ampiezza del testo lo dovrò includere in più di un invio:

' [...] ° Dalla antipolitica dal Meridione del Mondo giungevano invece tentativi di favorire un distruttivo consumismo, impegnando settentrionali e meridionali in ulteriore competizione non prettamente economica ma economica-etnica. Per tale intromissione dal Sud, non fu possibile alternativa politica che potesse ugualmente ridurre i tempi della fine della Guerra Fredda, i poteri politici del Nord e a Sud del Pianeta profittandone per definire una distinta globalità e reciprocamente. Evento centrale per èsito anche della stessa Guerra fu la ratifica di una collaborazione culturale-economica mediterranea, risolta in Unione di interessi commerciali e comunicativi su basi di politica economica non di economie politiche. Tale Allenza Mediterranea era attuata tra europei, arabi, asiatici, malvista dalle economie americane e non da sùbito identificata solo individuata politicamente dai poteri totalitari del blocco orientale, sopravvivendo ad ostilità capitalistiche non capitaliste americane proprio perché di maggior timore per imperialismo sovietico che per restanti imperialisti americani, questi senza modo di sobillare la politica americana eticamente basata su principio indiscutibile di evitare impegni non adeguati in fronte di guerra, anzi bisognoso di disimpegni! La economia comunista ucraina era già limitata dagli scambi commerciali e culturali di detta Allenza, quando Stato ucraino motivava l'Unione Sovietica ad esercitare pressioni contro di Essa ma tali pressioni senza successo e col controeffetto interno di destabilizzare ulteriormente le aree interne del territorio sovietico con popolazioni arabeggianti od arabe e culture ex islamiche o a retaggi islamici, fino a resa finale delle componenti più accanite degli imperialisti americani, costretti a lasciar fare ai magnati arabi ed ai loro amici in Europa ed Eurasia ed Eurasia-Asia. A togliere le restanti speranze sovietiche-imperialiste, fu il Regime autoritario anticonsumista democraticista ecologista attuato da Gheddafi in Libia ed ivi mantenuto nonostante opposizioni americane (ed ivi restato attualmente senza di lui dopo vane avversioni americane, attuate con occultazioni ed anche antistatunitensi, capaci di muovere gli Stati Uniti di America a manovre di guerre finite però sotto supervisione occulta di stesso regime libico di Gheddafi che si autoesautorava dando impressione di soccombere ad esse e che invece, abbandonato dal personalismo del Capo ufficialmente e formalmente disperso non defunto, era poi replicato in stesso nuovo Stato libico). Per questa ed altre analoghe parallelità, la vittoria capitalista non instaurò in Est Europa alcun regime capitalista, mentre in Russia la autodisintegrazione preventiva ed indipendente dei Soviet impediva ivi colonie di regime politico ed economico americano. [...] '

MAURO PASTORE

MAURO PASTORE ha detto...

Un esempio della odierna condizione che ho descritto è rappresentato dalle tristi accoglienze poi rifiuti cui sono sottoposte comunicazioni culturali non solo scientifiche meteorologiche. Qui di sèguito continua da messaggio precedente un mio testo prima pubblicatomi poi rifiutatomi da chi in sito Web ad esso adeguato e rifiutatomi in modalità del tutto inaccettabili per qualunque sistema legislativo. A causa della ampiezza del testo lo dovrò includere in più di un invio:

' [...] ¤ Quest'ultimo, nelle ambizioni imperialiste ostinate ancora relegato in plutocrazie decadenti o decadute ed incapace di dissociarsene del tutto, esercitando sugli altri potentati economici americani occulto influsso fino ad alienarli da adattamento alle mutazioni di durate cosmiche, prima di avvio degli attuali ora meteorologicamente ed anche climatologicamente evidenti fenomeni naturali artici europei agiva in previsione di fine della natura europea e sopravvivenza di ambienti euroasiatici od atlantici-meridionali, direzionava massicciamente le economie su scala mondiale ed in non disarmonia di intenti con la antipolitica dal Meridione del mondo contro la politica europea. Ciò fino a che le comunicazioni telematiche occidentali ed in particolari europee ne inibivano gli effetti secondari distruttivi e sino a che azioni politiche in Europa, istituendo un controllo-avvaloramento burocratico su comunicazioni globali ed in particolare stesse telematiche, ne impedivano effetti principali compromissivi. Questo un elenco fondamentale di fatti:
1) rifiuto stabile della Russia a sostenere iniziativa per una rete unica globale di comunicazione telematica ufficiale, al quale si allineò anche Repubblica Popolare Cinese;
2) nuova legge italiana (detta "Severino") per discernimento degli atti informatici e telematici di valore burocratico-politico e con scopo di distinzione di liceità e non liceità ad essi collegate (in principio inibita a causa di condizioni non costituzionali, poi proscioltane e validata);
3) intervento della Turchia (Paese membro di Alleanza Atlantica) per impedire liberizzazione comune ed ufficiale di comunicazioni telematiche non culturali ma culturalmente effettuate (chiusura del sito "Wikipedia", restato altrove sottoposto a supervisione non censoria ma non senza censura, del sito "Wikiwand");
4) decisione del Presidente statunitense americano Trump di avvalersi di tutti i propri poteri anche in regime di controllo telematico di polizia, con successivo riconoscimento e adeguamento normativo non legislativo da parte della magistratura americana per diretto esercizio politico telematico extragiudiziario.
/ L'elenco mostra l'avvenuto riscatto, occidentale e globale, dalla omologazione, antiecologica e biologicamente sfavorevole, delle programmazioni cronometriche degli impegni e della vita, da protagoniste dello scenario della Guerra Fredda negli Anni Settanta ad attuali resistenze, in Occidente e Globalità, di reazione di potere impolitico ed antirepubblicano ostile in specie alla politica del Nord del Pianeta, ostilità esercitata da Sud del Mondo su scala globale. [...] '

MAURO PASTORE

MAURO PASTORE ha detto...

Un esempio della odierna condizione che ho descritto è rappresentato dalle tristi accoglienze poi rifiuti cui sono sottoposte comunicazioni culturali non solo scientifiche meteorologiche. Qui di sèguito continua da messaggio precedente un mio testo prima pubblicatomi poi rifiutatomi da chi in sito Web ad esso adeguato e rifiutatomi in modalità del tutto inaccettabili per qualunque sistema legislativo. A causa della ampiezza del testo lo dovrò includere in più di un invio:

' [...] Le omologazioni cronometriche erano dagli Anni Ottanta in poi una prassi genericamente violenta od inavveduta, evidente in economia e a causa dei rapporti significativi telematici istituiti a livello economico globale e coinvolgenti economia politica sfuggita a veti politici ed inibente interventi politico-economici, prassi sconfitta da specifiche imprese politiche di: "embargo" diplomatico, "diktat" legislativo, "raid" comunicativo, "golpe" amministrativo... insomma interdizioni politiche attive di controllo-riduzione e disposizione-distacco impeditive ed a tutela di economia politica globale e con sopravvivenza di politiche statuite e non soltanto nel Settentrione del Mondo. Ecco altri fatti notevoli:
A) La Corte di Strasburgo, tergiversata dagli abusi contro la libera sessualità a causa di iter burocratici differiti ed omologati a tempi non naturali, fu da volontari intervenuti costretta a manifestazioni poi sottoposte a commutazioni. Per questo gli antiecologici contratti di "nozze omosessuali", prodotti da uniformità di scansioni vuote dei tempi entro registri burocratici impliciti, furono esplicitati e direttamente sottoposti a critiche in registri espliciti, poi reimpiegati per registri di rapporti poligamici, questi regolari, gli altri irregolari perché superflui o fuorvianti (ma popolarmente purtroppo ancora ricercati e senza funzione autentica). In tal caso le varietà incognite di psicologiche durate venivano giustamente condotte entro azioni prima ed atti burocratici poi;
B) In ambito finanziario generale recentemente la Autorità della Europa Unita, dopo rifiuto ripetuto, ha accolto la ultima relazione fondamentale economica europea italiana basata su integrazione di indeterminazioni. Con tale atto è cominciata la fine delle programmazioni economiche politiche sia uniche che multiple di tipo cronometrico, dato che d'ora in poi per assumere nuovi programmi si deve far uso di matematica di base alfanumerica, oltre ogni possibile soppressione economica di facoltà politiche per economia. In questi ultimi eventi hanno svolto ruolo determinante le messaggerie politiche via Web a sostegno di proposta italiana e a diffida contro rifiuto europeo di essa, validate anche per condizionalità giudiziariamente attiva e necessitante, ciò in forza del nuovo assetto politico-giudiziario-comunicativo, non neutrale né solo interno ai contenuti Web attivi politicamente. Questo evento ha costituito una vittoria contro gli ostacoli alle libere comunicazioni europee ma costituisce anche una liberatoria culturale affinché gli economicismi ed anche quelli matematici non riducano le ecologiche distinzioni ed anche matematiche, in modo che le necessità stringenti esternamente esistenti ed internamente obbliganti trovino non omologa reazione, anche temporale, degli apparati politici, economici, culturali, civili, della Europa Unita, evitando che le azioni e condotte unite europee fossero influenzate disastrosamente dalla economia politica imperialista "giurassica", distruttiva contro i Paesi europei, promossa per Ovest Europa senza gli intenti distruttivi ma coi relativi effetti in atto. Questi ultimi non hanno trovato più agi in Europa. [...] '

MAURO PASTORE

MAURO PASTORE ha detto...

Un esempio della odierna condizione che ho descritto è rappresentato dalle tristi accoglienze poi rifiuti cui sono sottoposte comunicazioni culturali non solo scientifiche meteorologiche. Qui di sèguito continua da messaggio precedente un mio testo prima pubblicatomi poi rifiutatomi da chi in sito Web ad esso adeguato e rifiutatomi in modalità del tutto inaccettabili per qualunque sistema legislativo. A causa della ampiezza del testo lo ho dovuto includere in più di un invio:

' [...] + Prima e durante questi fatti, grazie a politica ecologica non continuativa era stato possibile evitare abbandono progressivo di umanità europea dalla Europa. La non continuatività delle iniziative ecologiche europee impediva disastro continentale di non autoadattamento del Continente stesso, con reazioni autoadattive indipendenti cui seguirono i subissamenti ecologici della vita continentale, umana e non solo. Questi accadimenti non sono annoverabili entro diagrammi cronometrici se non postumamente ma non sono descrivibili in rapporti di sole scansioni, non solo per i contenuti non omologhi ma pure per essere predestinanti di stesse attuazioni di scansioni, dato che furono realizzati costituendo àmbiti di misure diversamente utilizzate. In pratica la omologazione avendo raggiunto livelli climatologici, fu impedita dal compiersi e ciò tramite avvisi meteorologici diversi, talché la climatologia giurassica, cui corrispondeva organizzatività giurassica, fu limitata a funzione provvisoria di scansione en-antio-tropicale, ovvero a uguaglianza non identità diversificante, subentrando quindi nuova climatologia per necessari nessi diversamente da ricercare quindi trovati e con termine di quelli precedenti di tipo giurassico.

MAURO PASTORE '

MAURO PASTORE