mercoledì 16 novembre 2011

Torrengo, Giuliano, I viaggi nel tempo. Una guida filosofica

Roma-Bari, Laterza, 2011, pp. 178, euro 20, ISBN 978-88-420-9524-8
Recensione di Gianmaria Merenda - 25/05/2011
“Una delle principali questioni affrontate dalla filosofia del tempo contemporanea è stabilire se la nostra esperienza del passaggio del tempo colga un aspetto che si possa correttamente attribuire alla realtà, così come facciamo intuitivamente” (p. 5).
Fin dalle primissime pagine del saggio di Torrengo ci si rende conto che viaggiare nel tempo è per prima cosa una questione di linguaggio e di convenzioni: o per meglio dire, per viaggiare nel tempo è necessario comprendere bene, e fino in fondo, le possibilità che ha il linguaggio in sé.

Per poter viaggiare nel tempo, e la seconda parte del saggio ne affronterà i numerosi paradossi, bisogna in ogni caso definire che cos’è il tempo, con la conseguente definizione dello spazio. Il tempo può essere: personale o pubblico, lineare, ramificato, può avere una sua successione causale, determinato per ciò che è accaduto ed indeterminato per ciò che potrebbe accadere. Insomma, viaggiare nel tempo non è semplice come appare nei romanzi o nei film di fantascienza che Torrengo utilizza per tutto il corso del saggio per illustrare le teorie filosofiche e scientifiche che si sviluppano nel corso della sua ‘guida’. È molto interessante il dialogo che si instaura tra la teoria e la narrazione fantascientifica. È certo che l’argomento trattato nel saggio si presta più facilmente ad interpretazioni narrative, o cinematografiche, anche perché per ora la scienza, la fisica, non sembra fornire adeguate soluzioni (cfr. per questo il terzo paragrafo della prima parte).
Nella citazione messa in apertura di questa recensione si può cogliere tutto il senso del densissimo lavoro di Giuliano Torrengo: tempo, movimento, spazio, realtà e pensiero sono strettamente correlati nell’idea, per ora tecnicamente fantascientifica, di un viaggio nel tempo. La prima parte del testo è dedicata allo ‘stato dell’arte’ della filosofia che studia il tempo in quanto oggetto di possibili viaggi. Ad essere esaminato con attenzione non è solo il concetto di tempo, ma anche la conseguente percezione della realtà che a quel determinato tempo fa riferimento. L’autore prima di sviluppare i temi che ruotano attorno all’idea del viaggio nel tempo mette in evidenza alcune questioni che solo apparentemente possono essere di minor importanza rispetto al grande dilemma del viaggio vero e proprio. Volendo definire la realtà è necessario chiarire i modi, le convenzioni, che utilizziamo quando parliamo, quando comunichiamo nella realtà. Sono due le categorie principali che ci permettono di esprimercinel tempo: le “determinazioni tensionali e quelle atensionali” (p. 6). Le prime sono formate da qualità che gli oggetti, o gli eventi, non possiedono in maniera stabile (presente, futuro, oggi, domani o ieri); le seconde si riferiscono a relazioni temporali (seguire, precedere o determinazioni seguite da una data), queste determinazioni non vengono perse con il passare del tempo, ad esempio: l’anno ‘0’ precede sempre l’anno ‘2011’.
Solo dopo aver definito le modalità che il linguaggio utilizza per esprimere ‘qualità’ temporali Torrengo può passare alla disamina delle due posizioni teoretiche da cui poter definire che cos’è il tempo: la visione dinamica e quella statica. La visione dinamica viene associata dall’autore ad Eraclito. In questa visione, il tempo è un flusso continuo di eventi e la nostra osservazione non influisce sul loro posizionamento nel passato, nel presente o nel futuro: il tempo scorre a prescindere dall’osservatore. Dal punto di vista statico, associato qui a Parmenide, per il quale ‘l’essere è’ e quindi non può mutare, si ritiene che gli eventi non possano essere collegati alla nostra apparente sequenza temporale di un prima e di un dopo, gli eventi possono essere ‘catalogati’ solo da un punto di vista atensionale: “il movimento e il cambiamento, ossia ciò che sembra distinguere essenzialmente il tempo dallo spazio, non sono che apparenza, che si spiegano facendo ricorso al modo in cui la nostra esperienza è inserita nella struttura causale della realtà” (p. 7). Le due teorie del tempo, dinamica e statica, comportano un differenze esito del possibile viaggio nel tempo: tutto sta al punto prospettico da cui osserviamo ‘il viaggio’. Ma ancora, il viaggio nel tempo può essere ‘in senso proprio’, “è uno spostamento di un corpo nello spazio e nel tempo fisico” (p. 18), oppure può essere un viaggio mentale, è la coscienza del viaggiatore a spostarsi nel corso del tempo e non il suo corpo. Per l’autore quest’ultimo tipo di viaggio non può essere considerato un vero e proprio viaggio nel tempo. Altre implicazioni del viaggio nel tempo che vengono analizzate in questa guida, e che sono corredate dall’ottima esemplificazione delle illustrazioni di Ernesto Mandara, concernono gli studi e i concetti che la fisica fornisce riguardo al tempo: teoria della relatività, spaziotempo, curvatura dello spaziotempo, caratteristiche della luce, peculiarità di elettroni e positroni, buchi neri e wormhole.
Schietto e poco propenso a cedere alle lusinghe di un facile ma effimero risultato, ovvero che il viaggio nel tempo si possa fare, è il tono della seconda parte del saggio: è complicato anche se non impossibile pensare al viaggio nel tempo, ma foriero di paradossi logici e tecnici che ci spingono a considerarlo quasi impossibile. Alcune domande sono disarmanti, nella loro semplicità, per le difficoltà logiche e materiali che mettono in gioco: Si può viaggiare fino ad un punto temporale antecedente la nostra nascita? Si può invertire la catena causale che sembra governare lo scorrere ‘pubblico’ del tempo? Si può “influire sul passato” o si può “cambiare il passato”? Si può aggirare il cosiddetto ‘Paradosso del nonno’ facendo in modo di non esser stati concepiti, eliminando un nostro avo? Se non è possibile modificare la linea del tempo, a cosa serve modificare un avvenimento del passato in un’altra linea temporale che non appartenga al nostro universo?
“Se da un lato l’universo o il multiverso risulta costituito da una serie di eventi storicamente determinati, dall’altro lato la nostra capacità di agire e di scegliere fa parte della storia causale dell’universo o del multiverso” (p. 154). Se, per ora, il tempo non può essere oggetto di nostri viaggi, è bene gestire con attenzione quello in cui stiamo vivendo. Forse è questo il senso dell’esortazione finale di Torrengo a curare la nostra possibilità di governare il nostro spaziotempo.
Chiude la ‘guida’ un importante capitolo dedicato alle letture di approfondimento. In esso il tema generale della filosofia dei viaggi nel tempo, suddiviso nelle sue sfaccettature teoriche, la causalità, la direzione del tempo, il linguaggio, l’epistemologia, la fisica, lo spaziotempo e la metafisica del tempo, trovano indicazioni bibliografiche puntuali che possono esser utili per aprire differenti ed eterogenei campi di ricerca.
Indice
Introduzione
Ringraziamenti
Parte prima
Tempo ordinario e viaggi nel tempo
I . L’universo dinamico e l’universo statico
I.i Eraclito contro Parmenide - I.ii Il paradosso di McTaggart - I.iii I viaggi nel tempo ordinario - I.iv La teoria causale del tempo e la causalità inversa - I.v Futuro aperto, determinato e fatalismo - I.vi Direzione del tempo ed entropia - I.vii Il linguaggio dei viaggi nel tempo
II. Viaggiare nello spaziotempo
II.i Persone, oggetti e eventi - II.ii Identità attraverso il tempo: endurantismo e perduratismo - II.iii La quarta dimensione - II.iv La mappa dello spaziotempo e le linee-mondo - II.v La dilatazione del tempo - II.vi La relatività della simultaneità - II.vii Teoria sostanziale e teoria relazionale
III. Macchine e tunnel
III.i La macchina del tempo - III.ii I viaggi nello spaziotempo - III.iii Il paradosso dei gemelli - III.iv Le particelle a ritroso nel tempo, l’invertitore di causalità e le radio di Dirac - III.v La curvatura dello spaziotempo: razzi, cilindri e buchi neri - III.vi La curvatura dello spaziotempo: macchine, motori e tunnel - III.vii Non ci sono viaggiatori dal futuro (ancora)
Parte seconda
I “paradossi” del viaggio nel tempo
IV. La moltiplicazione dei viaggiatori
Iv.i I circoli causali - IV.ii I principi di conservazione - IV.iii Oggetti dal nulla - IV.iv Informazioni dal nulla
V. Il possibile e l’impossibile nei viaggi nel tempo
V.i Cambiare il passato? - V.ii Le regole del destino - Viii Determinatezza storica, prescienza e ricordi dal futuro - V.iv Il paradosso del nonno - V.v Possibile… ma ben strano - V.vi La libertà - V.vii Punti d’equilibrio - V.viii il coniglio bianco nel multiverso
Letture consigliate
1. L’ABC della filosofia dei viaggi nel tempo - 2. Per approfondire la filosofia del tempo “ordinario” - 3. Per approfondire la filosofia della scienza e i viaggi nel tempo - 4. Per approfondire metafisica e viaggi nel tempo
Riferimenti bibliografici
Glossario
Indice dei nomi

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