sabato 17 luglio 2010

Di Benedetto, Giovanni, L’Ecologia della mente nell’Etica di Spinoza.

Milano, Mimesis, 2009, pp. 223, € 18,00, ISBN 9788884839152.

Recensione di Francesco Martinello – 17/07/2010

Storia della filosofia (moderna), Etica

In questo libro l’autore intende “accostare i temi più significativi della filosofia di Spinoza ai principi e alle concezioni basilari del pensiero della complessità per scoprirne affinità, analogie, equivalenze e corrispondenze” (p. 39). Ciò viene realizzato mediante una lettura in chiave “sistemica” della celebre Ethica ordine geometrico demonstrata, lettura che intende rendere le riflessioni spinoziane attuali e ricche di applicazioni pratiche e politiche. Il risultato può essere interessante sia per quegli estimatori di Spinoza che sono sensibili anche alle mode filosofiche più recenti, sia per gli appassionati del tema della complessità (sopratutto nella sua applicazione socio-politica) con il gusto di conoscere chi sembra anticipare le loro intuizioni fondamentali.
Il primo capitolo presenta l’impostazione metodologica dell’opera, che “consiste nell’articolare la riflessione sul pensiero di Spinoza […] usufruendo della ricchezza di quel sapere interdisciplinare definito da Gregory Bateson ecologia della mente, e utilizzando, inoltre, quella copiosa meditazione sul metodo d’indagine che Edgar Morin chiama della complessità” (pp. 29-30). All’indagine delle somiglianze intrinseche tra le nozioni tipiche del “pensiero sistemico” e le dottrine espresse da Spinoza nel XVII secolo, l’autore antepone una riflessione che ne mostra le somiglianze estrinseche. Egli nota come entrambi gli stili di pensiero costituiscano dei radicali cambiamenti rispetto alla visione del mondo diffusa nell’epoca nella quale nascono. Entrambi inoltre sono sorti durante periodi storici contrassegnati da grandi incertezze e profondi cambiamenti sociali e nel sistema dei valori condivisi. Ma c’è di più: infatti, l’ambiente intellettuale rispetto al quale il pensiero di Spinoza risultò “sovversivo” non è secondo l’autore troppo diverso da quello rispetto al quale il pensiero sistemico consente di prendere le distanze. Si tratta, in entrambi i casi, del paradigma moderno, contrassegnato dal dominio della scienza e della tecnica in campo epistemologico, dal capitalismo e dal libero mercato in campo economico, e della centralità dell’individuo in campo sociale. Questa visione del mondo, che si era appena affermata nell’Olanda del XVII secolo (uno dei primissimi Stati Europei a passare dal vecchio ordinamento feudale al nuovo ordinamento borghese), oggi sembra diffusa ovunque. In virtù di tutto questo, citando Di Benedetto: “La tesi che si vuole dimostrare è che l’autore dell’Etica, nel suo sistema di pensiero, non solo avverte in anticipo la direzione che si avvia ad assumere il mondo moderno sotto il segno della scienza […] ma, con uno sguardo colmo di perspicace lungimiranza [...] propone anche una visione del rapporto tra l’uomo e l’universo in grado di rappresentare una risposta attiva ai pericoli e agli squilibri derivanti dalla cieca fede nello sviluppo e nel progresso” (pp. 21-22).
Nel resto del volume sono presentate le corrispondenze teoriche tra i due sistemi di pensiero. Il secondo capitolo parla sopratutto di Spinoza, individuando un primo gruppo di dottrine che si prestano alla lettura proposta dall’autore. Sono tutt’altro che secondarie: si tratta delle concezioni di sostanza, attributo e modo, della relazione di con-causalità che lega ogni genere di evento, e della critica alla visione finalistica della natura in quanto basata su una concezione dell’individuo e del suo rapporto con il resto del mondo che non tiene conto delle precedenti nozioni. Il terzo capitolo mostra come la relazione istituita da Spinoza tra Uomo e Natura, frutto della particolare articolazione ontologica dell’Etica, si presti a più di un’analogia con i capisaldi del pensiero della complessità. Il rapporto di interconnessione orizzontale fra sostanza, attributo e modo, infatti, assomiglia alla particolare relazione tutto-parti che caratterizza l’impianto sistemico. Ciò significa che anche le menti dei singoli soggetti umani non sono sostanze indipendenti, ma sono connesse fra loro; e la tesi dell’”ecologia della mente” (in senso batesoniano) è proprio che le singole menti umane, caratterizzate dalla coscienza come qualità dominante, sono però anche parte di un più vasto processo mentale nel quale infinite idee sono messe in relazione tra loro in infiniti modi. Infine, il rapporto tra Mente e Corpo, come è spiegato da Spinoza, sembra proprio richiamare la visione unitaria, piuttosto che dualistica, tipica della concezione sistemica.
La chiave di volta dell’intera impresa mi pare si possa trovare alle pagine 55-56. è infatti la peculiare lettura qui proposta della distinzione tra natura naturans e natura naturata che permette di giustificare l’analogia tra il Dio-Natura di Spinoza e il mondo come massimo sistema complesso (“Secondo la Teoria generale dei sistemi il mondo è una totalità composta da sottosistemi e caratterizzata da livelli di integrazione sempre più estesi. La graduale e progressiva integrazione fra la molteplicità dei livelli si estende in modo tale da arrivare a formare un unico sistema globale” (p. 73).
Il tema del quarto capitolo è ancora il rapporto tra gli individui e il resto del mondo, inteso questa volta però non in senso ontologico, bensì sociale. Ecco che allora viene presa in esame la famosa teoria spinoziana delle passioni, e gli aspetti per i quali essa è considerabile l’anticipazione di una “etica ecologica”, nella quale la costituzione affettiva di una persona passa per l’interrelazione con i suoi simili nella società, e non è concepita come sviluppo indipendente di un unico soggetto individuale. Il quinto e ultimo capitolo tratta del rapporto tra l’uomo e il mondo in chiave gnoseologica. La tesi dell’autore è che la particolare dottrina dell’Amor Dei intellectualis, che Spinoza giunse a teorizzare sulla base della sua teoria delle idee, ha molto in comune con la “saggezza sistemica”, che è il processo mediante il quale “l’individuo comprende che tutte le cose sono in relazione e che ogni singolarità è da ricondurre ad una più vasta totalità integrata” (p. 190). Presupposto comune a entrambe le concezioni sembra essere la tesi secondo la quale considerare la conoscenza intellettuale umana come una sorta di rappresentazione oggettiva di un mondo “esterno” è una visione distorta e solo parziale dell’effettiva attività di conoscere. Questa andrebbe piuttosto interpretata con la nozione di adattamento, secondo i dettami della visione evoluzionista della conoscenza, che ha stretta affinità con la teoria dei sistemi (perché adattarsi all’ambiente è un processo nel quale l’individuo è sia modificato sia modifica la realtà con la quale si trova a interagire). Chiaramente un approccio così audace non è riscontrabile alla lettera in Spinoza, tuttavia si può osservare come nel suo sistema i rapporti tra affezioni sensibili, conoscenza razionale e scienza intuitiva siano ben poco all’insegna della passività per la quale il conoscente viene a contatto con il conosciuto, e maggiormente caratterizzati da relazioni dinamiche che permettono l’accostamento con i processi descritti dalle dottrine moderne.
Pregi dell’opera. Si fa capire senza grandi sforzi anche da lettori non esperti né della filosofia di Spinoza né della dottrina della complessità. Le materie sono ben organizzate in capitoli sequenziali, e il filo del ragionamento è chiaro. Il libro inoltre aiuta a comprendere meglio alcune tesi di Spinoza, attualizzandole; ed è di lettura scorrevole grazie anche alle note che per lo più hanno dimensioni contenute.
Difetti dell’opera. Nel corso dell’esposizione in alcune parti il piano speculativo della filosofia e quello descrittivo della sociologia vanno a confondersi. La bibliografia si presenta un po’ povera, sia per il limitato numero di autori menzionati che per le qualità esclusivamente divulgative o puramente introduttive di alcune opere consultate. Non è approfondita la questione, che potrebbe risultare molto interessante alla luce dello stile dell’opera, se (e in quale misura) i fondatori del moderno pensiero sistemico conoscessero e apprezzassero le dottrine spinoziane.

Indice

Abbreviazioni
Prefazione di Andrea Cozzo
Introduzione
I. Un lottatore contro il suo tempo
II. La filosofia della Natura in Spinoza
III. Spinoza e la cultura della complessità
IV. Etica ecologica delle passioni
V. Amor Dei Intellectualis e coscienza globale
Bibliografia
Indice dei nomi

L'autore

Giovanni Di Benedetto è insegnante di Storia e Filosofia nei licei. Fa inoltre parte della redazione del web-magazine “kom-pa.net”, e collabora con riviste e periodici. Nell’anno 2007 Mimesis ha già pubblicato il suo volume: Il naufragio e la notte. La questione migrante tra accoglienza, indifferenza ed ostilità.

Link

Associazione italiana per la ricerca sui sistemi
http://www.airs.it/AIRS/indexIT.htm

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